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    Cimice Asiatica

    Halyomorpha halys detta anche volgarmente cimice asiatica è un insetto della famiglia Pentatomidae, originario di Cina, Taiwan, Giappone.

    In modo accidentale è stata introdotta negli USA nel 1988 mentre in Italia è stata trovata nel 2012 in provincia di Modena.

    cimice asiatica

    È un parassita che nel 2008 è stato inserito nella alert list 1 dell’EPPO (EPPO Reporting Service n.108.2013), European and mediterranean Plant Protection Organization, e da questa cancellato nel 2013; dal 2017 nella lista A1 2 del EAEU, EurAsian Economic Union (Armenia, Bielorussia, Russia, Kazakhstan, Kirghizistan), dal 2002 nella alert list del NAPPO, The North American Plant Protection Organization.

    È da ricordare che Cianferoni et al. (2018)3, elencano la presenza della cimice asiatica in Abruzzo, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.

    Nella carta geografica mondiale riportata, i punti gialli rappresentano le aree ove l’insetto è presente. Non è noto come l’insetto abbia potuto spostarsi da un luogo ad un altro. Si sospetta tramite il commercio di piante ospiti ma anche dei movimenti delle merci o dei veicoli.

    Nel 2012 è stata trovata per la prima volta nella provincia di Modena da dove si è gradualmente diffusa nel nord Italia. Nel 2015 grandi popolazioni di H. halys si sono diffuse nella pianura padana, causando gravi danni alle colture frutticole, nonostante le misure di controllo effettuate.

    DESCRIZIONE

    Gli adulti sono lunghi poco meno di due centimetri, con la caratteristica forma a scudo delle altre cimici.

    Sulla parte superiore e su quella inferiore varie tonalità di bruno. Un altro motivo di riconoscimento della specie sono le bande luminose alternate sulle antenne e le bande scure alternate sul bordo esterno dell’addome. Le zampe marroni con chiazze bianche o strisce.

    BIOLOGIA

    Nei suoi luoghi originari l’H. halys ha una sola generazione all’anno mentre nelle zone più favorevoli, per temperatura e dieta, può arrivare a quattro generazioni all’anno.  In Italia, presumibilmente, ne compie due.

    Durante l’inverno gli adulti si aggregano, rifugiandosi nelle case o in anfratti naturali.  In aprile-maggio si portano sulla vegetazione della quale si nutrono e quindi si accoppiano, le femmine deponendo, mediamente, circa 250 uova, nella pagina inferiore delle foglie.

    Attraverso cinque stadi di sviluppo, in agosto-settembre raggiungeranno lo stadio immaginale.

    SINTOMATOLOGIA

    È un insetto infestante altamente polifago che causa estesi danni alla frutticoltura ed all’orticoltura. Mentre in Giappone attacca solamente la soia ed i fruttiferi, negli USA ha una gamma molto estesa di possibili infestazioni: pesco, melo, fagiolino, soia, ciliegio, pero. Per nutrirsi perfora i tegumenti della pianta ospite.

    Il sintomo di un attacco della cimice è la formazione di fossette o aree necrotiche sulla superficie esterna dei frutti, la punteggiatura della foglia, la perdita dei semi.

    1. halys attacca più di 100 specie di piante, alberi da frutto, piante legnose ma anche colture da campo:
    2. Citrus spp. (limone, pompelmo, arancio, mandarino)
    3. Dyospiros spp. (caco)
    4. Malus domestica (melo)
    5. Morus spp. (gelso)
    6. Prunus armeniaca (albicocco)
    7. Prunus avium (ciliegio)
    8. Prunus domestica (pruno)
    9. Prunus persica (pesco)
    10. Pyrus communis (pero)
    11. Rubus idaeus (lampone)
    12. Vitis vinifera (vite)
    13. Asparagus officinalis (asparago comune)
    14. Glycine max (soia)
    15. Phaseolus vulgari (fagiolo comune)
    16. Zea mays (mais)
    17. Abelia (abelia)
    18. Acer (acero)
    19. Buddleia davidii (buddleia)
    20. Cryptomeria japonica (cipresso giapponese)
    21. Cupressus (cipresso)
    22. Hibiscus (ibisco)
    23. Lonicera (caprifoglio)
    24. Olea europaea L. (ulivo)
    25. Paulownia tomentosa (paulonia)
    26. Rosa rugosa (rosa rugosa)
    27. Salix (salice)

    Un recente studio condotto da G. Borelli, M. Ghilardi e M. Dell’Oro4, ha dimostrato sperimentalmente in tre diverse aziende olivicole della provincia di Lecco, l’esistenza di una causa-effetto tra l’attività trofica di H. halys e la cascola verde dell’olivo.

    DIFESA

    1-Reti anti-insetto
    Nel caso dei frutteti la soluzione più efficace è rappresentata dalle reti anti-insetto, anche con maglie di grandezza 2,4×4,8 millimetri.

    Per essere efficaci le reti devono essere tuttavia applicate in maniera corretta e tempestivamente. Non bisogna lasciare aperture attraverso le quali gli insetti possano penetrare e occorre stare attenti che la rete non tocchi la pianta, altrimenti H. halys può pungere i frutti e deporre le uova attraverso la rete.

    2-Metodo Attract&Kill
    La cimice asiatica non emette feromoni sessuali, atti a far incontrare due esemplari di sesso diverso. Emette invece feromoni di aggregazione che riuniscono in un’area di alcuni metri quadrati gli esemplari di questa specie. Negli Stati Uniti sono stati messi a punto dei diffusori di feromoni ad elevato dosaggio per attirare e concentrare gli esemplari di Halyomorpha halys in una certa area che viene poi trattata con un insetticida autorizzato sulla coltura.
    Sfortunatamente ad oggi non sono in commercio in Italia i diffusori studiati per questo metodo, che però possono essere sostituiti utilizzando i diffusori commercializzati per il monitoraggio, in numero maggiore. Occorre applicare i diffusori, così come le trappole per il monitoraggio, non al centro dell’appezzamento, ma ai bordi o in zone marginali. Per ottimizzare l’efficacia è poi preferibile installare il diffusore in prossimità di piante attrattive per la cimice.

    3-Monitoraggio e utilizzo di insetticidi

    Il monitoraggio di Halyomorpha halys deve essere eseguito in due step. Prima di tutto utilizzando delle trappole a feromone, da installare sempre ai bordi del campo, per rilevare la presenza di cimici nell’area. Quando i primi esemplari vengono avvistati occorre quantificare il livello di infestazione, contando ad esempio quanti esemplari sono presenti su una singola pianta. In questo caso per il monitoraggio si stende un telo sotto l’albero e si scuote il tronco per far cadere gli esemplari. Meglio effettuare il conteggio al mattino presto, quando l’insetto è meno reattivo e non vola via, ma cade al suolo al momento dello scuotimento.
    Non ci sono delle soglie di intervento definite per Halyomorpha halys. Ogni agricoltore deve valutare il costo-opportunità di trattare con un insetticida.

    Si consiglia di iniziare con trattamenti di bordo al rilevamento dei primi esemplari. Quando poi si trovano 1-2 cimici per pianta all’interno del campo si può procedere con un trattamento dell’intero appezzamento.

    Poiché l’apparato boccale dell’H. halys penetra in profondità, molti insetticidi sono inefficaci. Ancora, poiché questi insetti sono molto mobili, una nuova popolazione può rapidamente insediarsi laddove un’altra sia stata debellata.

    Contro la cimice asiatica si possono usare i fosforganici (come il clorpirifos metile), i piretroidi (come la lambda-cialotrina) e i neonicotinoidi (come l’acetamiprid).

    4-Lancio di parassitoidi

    Negli areali di provenienza la popolazione di cimice asiatica è controllata da alcuni predatori e parassitoidi. In Europa tuttavia non esistono antagonisti naturali di questo insetto e questa condizione ne ha favorito la diffusione. Inoltre la normativa europea vieta l’introduzione intenzionale di organismi non autoctoni e quindi è impossibile ‘importare’ gli antagonisti naturali da Cina e Giappone.

    Si è accertato che le uova di Halyomorpha halys possono essere parassitizzate da Anastatus bifasciatus, un parassitoide oofago indigeno che tuttavia è generalista, attacca cioè uova di molte specie differenti. La resa è però alquanto modesta, infatti nelle prove effettuate il livello di parassitizzazione non ha superato il 20%.

    In Cina gli antagonisti naturali di H. halys sono: il Trissolcus japonicus (o vespa samurai)

    e il Trissolcus mitsukurii

    Il problema è che non è chiaro cosa potrà succedere una volta introdotte queste nuove specie aliene all’interno dell’ecosistema. Il rischio è che vadano ad aggredire specie autoctone non dannose, di fatto peggiorando il problema.

    Inoltre esiste il divieto di introduzione nel territorio dell’Unione Europea di specie non autoctone contenuto nella Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992) recepita dal nostro Paese. Per condurre test di efficacia e analisi di impatto ambientale, il CREA Centro di Difesa e Certificazione ha acquisito nel 2018 le necessarie autorizzazioni nazionali e internazionali ed ha importato, in condizioni di quarantena, una popolazione di Trissolcus japonicus.

    Contemporaneamente lo stesso Istituto, nonostante l’individuazione di piccole popolazioni di T. japonicus oltre che di T. mitsukurii in natura nel nostro Paese, in collaborazione con altri Enti Servizi Fitosanitari Regionali sta realizzando un attento e capillare monitoraggio della diffusione in Italia di tutti i parassitoidi che si sviluppano a spese delle uova di H. halys.

    Ottobre 2019
    dott. agr. Gabriele Verderamo


    1. La alert list ha come scopo principale di attirare l’attenzione dei paesi membri su determinati organismi nocivi che potrebbero presentare un rischio. Non è un elenco da quarantena e non costituisce una raccomandazione per la normativa fitosanitaria.

    2. La A1 list, invece, raccomanda gli Stati membri a controllare i patogeni inclusi nella lista come patogeni da quarantena. I patogeni A1 sono assenti dalle regioni EPPO.

    3. F. Cianferoni, F. Graziani, P. Dioli, F. Ceccolini (2018). Review of the occurence of Halyomorpha halys in Italy, with an update of its European and world distribution. Biologia 73(6), 599-607.

    4. G. Borelli, M. Ghilardi e M. Dell’Oro ’La cimice asiatica è la responsabile dell’anomala cascola verde delle olive’ Teatro Naturale, 5/10/2019