Mission

Lavoro nei campi

Italia Olivicola è la prima organizzazione della produzione olivicola italiana. Sono più di 250mila i soci aderenti in 15 Regioni Italiane per un totale di 57 O.P. (Organizzazioni di produttori) sparse sul territorio:

Italia Olivicola si propone di raggiungere 4 obiettivi per migliorare la vita degli olivicoltori italiani

Obiettivo n. 1: concentrare l’offerta

Abbiamo l’ambizione di aumentare il valore della produzione commercializzata delle nostre OP e cooperative, fino a rappresentare il 100% dell’olio prodotto dagli olivicoltori aderenti.

Il nostro sogno è di estendere il sistema della tracciabilità  sull’intera produzione rappresentata, in modo da intercettare una maggiore quota del valore aggiunto a favore del produttore agricolo, sfruttando le opportunità di mercato che ci sono per chi è in grado di assicurare olio extra vergine di oliva 100% italiano, con garanzia dell’origine, certificazione della qualità ed ottenuto tramite tecniche di produzione sostenibili dal punto di vista ambientale.

Qualità  origine garantita e sostenibilità  saranno le nostre parole chiave.

Obiettivo n. 2: Migliorare il reddito per gli olivicoltori

Riteniamo che sia una priorità  assoluta migliorare il reddito degli olivicoltori e sappiamo molto bene che per raggiungere questo traguardo che sembra pura utopia sia necessario lavorare su diversi fronti.

In primo luogo migliorare la competitività della produzione, tramite un piano di investimenti per la modernizzazione del patrimonio olivicolo nazionale, da incentivare con il piano di settore di peso, utilizzando le sinergie con gli interventi della Pac 2021-2027.

In secondo luogo, è necessario rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nella filiera e superare la condizione di subalternità  rispetto agli altri operatori economici.

Il terzo elemento sul quale punteremo sarà  la ricerca e l’innovazione, promuovendo delle relazioni con le Università  ed i centri di ricerca pubblici e privati, dai quali ci aspettiamo un notevole contributo per superare alcune criticità  del sistema produttivo dell’olio di oliva in Italia e precisamente la bassa produttività, la carenza in termini di resilienza, gli elevati costi di produzione.

La quarta azione per difendere il reddito agricolo è la partecipazione attiva e propositiva nei tavoli europei, nazionali e regionali nei quali si decidono gli interventi di politica agraria. Lavoreremo affinchè la Pac 2021-2027 accompagni il processo di sviluppo e di rafforzamento della competitività  del nostro settore.

Obiettivo n. 3: Costruire una filiera olivicola nazionale coesa e moderna

Con la costituzione di Italia Olivicola nasce un soggetto che dispone della massa critica e delle capacità  organizzative ed operative per dialogare in modo costruttivo dentro la filiera.

Non siamo disposti a lavorare con tutti, ma solo con quelli che mettono al centro della loro azione i seguenti principi:

  • la giusta distribuzione del valore aggiunto tra tutti i partecipanti alla catena produttiva e commerciale;
  • la convinzione che l’origine italiana della materia prima, la tracciabilità  del prodotto, la qualità  e la sostenibilità  siano valori economici ma anche etici dal salvaguardare e da valorizzare;
  • la centralità  dell’impresa e del lavoro ed il rispetto di tutti gli uomini e le donne che hanno contribuito al processo produttivo e che hanno diritto ad una stabile e giusta remunerazione per il loro sacrificio.

Obiettivo n. 4: Difesa del made in Italy

Non metteremo assolutamente in secondo piano il principio che forse ci ha maggiormente contraddistinto in questi anni, vale a dire la difesa del made in Italy.

Veniamo da battaglie epiche, anche molto recenti, come quella per la difesa del panel test che oscure e minacciose forze interne ed esterne al nostro Paese volevano mettere in discussione, lasciando via libera ad una assoluta anarchia che avrebbe compromesso gli sforzi a favore della qualità.

Lo stesso dicasi per l’olio “italico” che subdolamente si voleva valorizzare, sfruttando l’immagine e la reputazione del nostro Paese.

Tanto per iniziare, siamo pronti a formalizzare una proposta all’Unione europea, con la quale chiediamo di estendere a tutti i paesi produttori, in modo uniforme, le regole sulla registrazione telematica dei movimenti della materia prima e del prodotto finito e in generale le norme in materia di produzione e commercializzazione.

In Italia il registro telematico è obbligatorio ed ha consentito di raggiungere risultati molto interessanti per la trasparenza e la lotta alla contraffazione. Vogliamo che l’obbligatorietà sia estesa a tutti.