Carbon Footprint, sfida stimolante

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Gennaro Sicolo: “Pronti a sostenere la filiera nella transizione verso la sostenibilità

Sul tema della sostenibilità, l’olivicoltura italiana si gioca quella che probabilmente rappresenta la partita più importante degli ultimi anni.
Le strategie e gli strumenti per centrare gli obiettivi comunitari sono un’occasione imperdibile per esaltare le qualità di una filiera che si caratterizza già come sistema produttivo sostenibile e per valorizzare e rilanciare la sua funzione ambientale, insieme a quella sociale ed economica.
Di fatto, le missioni UE, declinate per esempio nell’ambiziosa proposta del “Green Deal” o, più specificatamente, attraverso il piano decennale “Farm to Fork”, con il quale l’Europa affronta per la prima volta in maniera così organica e strutturata la sfida della sostenibilità dei sistemi alimentari, ci consegnano una prospettiva stimolante di cambiamento, di tensione all’innovazione per la quale occorre farsi trovare pronti.

In un settore complesso, caratterizzato purtroppo da ritardi strutturali e ancora troppo frammentato, ciò che certamente conterà più di prima sarà la capacità di organizzare in maniera più funzionale la filiera, di supportarla, rendendo più agevole l’accesso alle informazioni utili, alla loro gestione, alla loro condivisione, sfruttando le opportunità derivanti dalla digitalizzazione.

Nell’immediato futuro sarà determinante indirizzare le aziende verso nuovi mercati e la fornitura di servizi ecosistemici, fra i quali il controllo e la riduzione delle emissioni di gas serra. Per restare in tema di cambiamenti climatici e agli impegni delle Istituzioni a tutti i livelli, le Organizzazioni che hanno un impatto positivo sull’ambiente (ossia le cui attività sequestrano una quantità di CO2 maggiore di quella immessa nell’atmosfera), possono richiedere la certificazione e acquisire così “crediti” rivendibili sul mercato alle Organizzazioni che invece hanno un impatto negativo sull’ambiente, offrendo loro l’opportunità di rispettare gli obblighi ambientali del settore in cui operano.

Sono attivi enti accreditati che gestiscono il rilascio, lo scambio e il ritiro dei crediti in una sorta di mercato del carbonio ai quali l’Organizzazione richiedente può presentare il progetto di generazione dei crediti.

Si tratta di un’iniziativa volontaria che vede già attive esperienze sui territori e che produce ricadute importanti per ciò che riguarda la tutela ambientale, ma anche per quanto riguarda l’ambito commerciale, in ordine a un consumatore più maturo, più esigente che si dimostra interessato ai risvolti gre- en nella produzione alimentare.

Il funzionamento è semplice: il soggetto proponente può dunque elaborare un progetto preliminare basato sulle quattro metodologie suggerite nella prassi di riferimento: agricoltura biologica, applicazione del carbone vegetale Biochar al terreno, corridoi ecologici e forestazione urbana, portandolo alla valutazione dell’ente accreditato che è chiamato a validare la proposta in via provvisoria.

Ogni anno il soggetto proponente, dotandosi di esperti, dovrà misurare la Carbon Footprint a livello di organizzazione e di prodotto, sottoponendosi ai controlli per la certificazione del calcolo delle emissioni e della loro eventuale riduzione. In caso di esito positivo, l’ente di certificazione rilascerà l’attestato di verifica unitamente alla certificazioni dei crediti generati dall’azienda i quali, quindi, potranno essere immessi sul mercato.

Italia Olivicola contribuisce – e intende continuare a contribuire – attivamente alla riduzione dei gas serra informando e supportando i produttori che intendono assumere l’impegno nei confronti del Pianeta Terra e quanti si stanno già misurando con i nuovi modelli di contrasto al climate change rendendo la filiera protagonista della transizione sostenibile e rilanciandola in tema di “Made Green in Italy”, qualificando così il prodotto olio e i brand aziendali sui mercati.

di Gennaro Sicolo