Olivicoltura: Italia Olivicola, “Urgenti misure per aumentare apporto idrico e ridurre effetti dei cambiamenti climatici”

1484

Olivicoltura: Italia Olivicola, “Urgenti misure per aumentare apporto idrico e ridurre effetti dei cambiamenti climatici”.

Italia Olivicola, organizzazione che mette insieme gran parte dei produttori olivicoli nazionali, torna a ribadire l’urgente necessità di ricercare una soluzione immediata agli effetti negativi dovuti all’assenza prolungata di precipitazioni e al caldo torrido delle ultime settimane, soprattutto nelle regioni meridionali a forte vocazione olivicola come Puglia, Calabria e Sicilia che già soffrono il drammatico riacutizzarsi dei roghi estivi.

Il quadro incoraggiante del 2021, che inizialmente lasciava ben sperare per l’abbondante fioritura delle piante e la buona allegagione a conferma dell’ottimismo delle prime fasi, rischia ora di peggiorare a causa degli effetti della siccità che perdura ormai da quattro mesi, alla quale si sommano le alte temperature registrate in questi giorni.

“Se da un lato, questa contingenza climatica contribuisce a frenare la diffusione della temuta mosca dell’olivo, che predilige habitat più freschi e umidi, dall’altro – sostiene Gennaro Sicolo, Presidente di Italia Olivicola – rischia di compromettere le performance produttive della imminente campagna di raccolta, recando ulteriori preoccupazioni anche per quelle successive in relazione a quantità e qualità produttiva”.

L’ulivo è notoriamente una coltura in asciutto ma i cambiamenti climatici degli ultimi anni stanno pregiudicando la sua resistenza al clima arido. “Il caldo e il forte stress idrico a cui sono sottoposte le piante – continua Sicolo – sono fattori di rischio per lo sviluppo e la maturazione dei frutti non solo sulla imminente campagna ma potrebbero avere incidenza negativa anche su quelle successive”.

L’elevata componente di sostenibilità dell’ulivo giustificherebbe misure politiche di portata rilevante finalizzate a sostenere la competitività di un settore strategico per il made in Italy e perfettamente in linea con la mission green declarata dall’Ue nei principi ispiratori del Recovery Fund. “La richiesta costante di aumentare la competitività della filiera – sostiene Sicolo – non è coerente con l’indisponibilità di fatto di una dotazione adeguata di strumenti per raggiungere gli standard auspicati, come nel caso degli impianti irrigui”. La percentuale di oliveti irrigui in relazione alla superficie olivetata nazionale è infatti ancora lontana da un livello accettabile.

Occorre un intervento organico per offrire la possibilità di realizzare nuovi impianti di irrigazione in grado di agevolare il comparto produttivo “Alle condizioni attuali – conclude Sicolo, rivolgendo un appello al governo nazionale e alle regioni – le aziende agricole non sono messe nelle condizioni di ricevere adeguato sostegno alla creazione di impianti d’irrigazione. Possiamo superare questa impossibilità immaginando strumenti e dotazioni finanziarie ad hoc per l’apporto idrico negli oliveti. Italia Olivicola è disponibile a dare il proprio contributo”.

(foto dal web)