Xylella, si allarga il focolaio di Monopoli

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Sul sito istituzionale “Emergenza Xylella” sono state pubblicate oggi 7 comunicazioni Selge (n° 293, 295, 300, 305, 310, 312, 319) riferite al ritrovamento di 129 piante di olivo infette, di cui 14 in agro di Monopoli (alcune considerabili nuovi focolai), nel comune di Cisternino 24 olivi, in agro di Fasano 21 olivi, in agro di Ostuni 57 olivi, in agro di Ceglie Messapica 8 olivi e, nel tarantino, in agro di Martina Franca 5 alberi. Anche in zona di contenimento in molti casi i positivi sono riconducibili a nuovi focolai.
E’ evidente il consolidamento della presenza del batterio sia nella Piana degli Ulivi Monumentali che sull’altopiano: basti vedere come, mentre si assiste alla moltiplicazione dei focolai nella parte residuale dell’agro di Ostuni ancora monitorata (gran parte dell’agro, essendo in zona infetta, non lo è più), sia Cisternino che Fasano sono passati dai due focolai dello scorso anno ai 9 attuali, peraltro a monitoraggio ancora in corso.

Tra gli altri spicca un nuovo focolaio a Cisternino, con un cluster di ben 24 alberi infetti, come pure la comparsa in agro di Martina con un focolaio di 5 piante.

Ovviamente particolare preoccupazione è destata dal ritrovamento di nuovi focolai in zona cuscinetto, dove la normativa prevede la rimozione anche delle piante suscettibili circostanti nel raggio di 50 metri. In questa zona, situata nel cuore della Piana degli Ulivi,  è altissima la concentrazione di ulivi millenari con ben 250mila esemplari di pregio straordinario.

Si stima che alcuni potrebbero addirittura avere un’età più che secolare, con circonferenze che superano i 10 metri. Una ricchezza dal punto di vista storico e turistico sino ad oggi mantenuta in vita soprattutto grazie all’impegno di generazioni di agricoltori, anche a prezzo di sacrifici considerevoli.

La gestione di un ulivo monumentale è, infatti, molto più complicata, con rese produttive notevolmente più basse rispetto a una normale pianta, ma anche la necessità di procedere a una raccolta esclusivamente manuale e maggiori difficoltà a livello di potatura e di trattamento.

Se non esistono cure per salvare gli ulivi infetti da Xylella, unica strada è la convivenza con il batterio attraverso la pratica dell’innesto con varietà resistenti per salvaguardare almeno gli ulivi millenari. Si tratta di una speranza confortata da alcune evidenze empiriche rilevate dopo anni di sperimentazione che hanno consentito di individuare cultivar capaci di reggere gli attacchi della malattia.

L’agronomo Giovanni Melcarne, sempre molto attivo nella lotta a xylella ma anche imprenditore disincantato così afferma:”Alla luce dei nuovi focolai di Monopoli prevedo che Xylella arriverà ad Andria (BA) prima del previsto. Già mi immagino la fine ingloriosa di un territorio, patria della cv Coratina, dove non resterà che piantare solo Leccino e Favolosa.

Io oggi proporrei di prorogare, di almeno due anni, le scadenze dei bandi PSR al fine di attendere eventuali novità dal mondo della Ricerca. Ovviamente parlo di novità riguardanti nuove cultivar e non di cure che al momento non esistono e probabilmente non esisteranno“.