Affaire Xylella fastidiosa: la scienza contro Vandana Shiva

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Vandana Shiva, è nota per diffondere informazioni false, sopra una materia che in realtà non conosce. Appello al Ministro dell’Istruzione Fioramonti di rivedere la scelta di includerla nel Consiglio scientifico sullo sviluppo sostenibile che intende istituire

“Se gli alberi di ulivo sono stati in salute per secoli, certamente non sono stati gli alberi a sbagliare, ma il sistema agricolo. Invece di tagliare gli alberi dovremmo tagliare i veleni […] Lancio un appello ai pugliesi per iniziare la battaglia per la verità sugli alberi di ulivo: resistete e abbracciate i vostri ulivi”.

Questo raccomanda ora l’attivista politica Vandana Shiva per combattere l’epidemia di Xylella in Puglia (https://www.youtube.com/watch?v=aHEv2NGx3GY), un atteggiamento del tutto simile a quello che – guidato ahimè da comici e cantanti – purtroppo per alcuni anni è stato vincente in Italia e ha causato il disastro che abbiamo tutti sotto gli occhi.

Il 24 settembre Vandana Shiva è stata chiamata dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a far parte di un Consiglio scientifico sullo sviluppo sostenibile, «per accompagnare il potenziamento di una didattica scolastica con una impronta ecologista».

L’atteggiamento surreale di Shiva verso l’epidemia di Xylella purtroppo non sorprende.

L’attivista è particolarmente ostile ad ogni nuovo approccio razionale riguardo l’agricoltura e la produzione di alimenti, sostiene con entusiasmo un’agricoltura ferma al diciannovesimo secolo e classifica come criminali le innovazioni degli ultimi cento anni nel campo della genetica, dagli ibridi alle tecniche molecolari, ignorando che grazie ai progressi della genetica agraria si sono riscattati dalla fame centinaia di milioni di esseri umani, compresi quelli del nostro Paese.

Vandana Shiva, il cui curriculum scientifico è – a essere generosi – estremamente scarso, riporta da anni dati allarmistici sulle innovazioni in agricoltura, dati e conclusioni che sono regolarmente smentiti dalle analisi scientifiche della realtà.

Per amore della scienza e per evitare danni al nostro sistema d’istruzione, scongiuriamo il Ministro di rivedere la sua scelta su chi debba far parte di un Consiglio scientifico.