Agricoltura, il decalogo UE. I produttori battono la GDO

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La Direttiva UE contro le pratiche commerciali sleali è stata pubblicata dalla GU dell’Unione europea il 25 aprile scorso.

La Direttiva è una liberazione da un passato ed un presente di commerci dove chi produce non ha alcun potere.

L’attuale legge non scritta è:”Ti lamenti per i prezzi troppo bassi, per il ritardo nei pagamenti, per ordini disdetti mentre stai già consegnando la merce? Se non ti va bene, ci sarà sempre un altro pronto a prendere il tuo posto“.

Sono sedici i punti della Direttiva simili ai Comandamenti e gli Stati europei dovranno recepirli entro due anni.

Paolo De Castro, capo negoziatore del Parlamento Europeo, sottolinea il lavoro della Commissione e del Parlamento europeo che in soli dodici mesi dalla presentazione della proposta è riuscito a legiferare. Ma anche il lavoro dei precedenti dieci anni con l’Italia a combattere contro le potenti lobbies del grande distribuzione.

Egli dice: “L’Italia dovrebbe riuscire a recepirla entro sei mesi. Bisogna mettere fine a comportamenti inaccettabili“. E continua: “La palla passa ai paesi membri che hanno 24 mesi per recepire la Direttiva ma bisogna accelerare perchè i produttori beneficino dei nuovi diritti già alla fine dell’anno in corso. Questi inaccettabili comportamenti provocano annualmente un danno di circa 10 miliardi di €uro. In Italia, per fortuna, abbiamo già un’Autorità di Controllo: l’ICQ ex Repressione Frodi con duemila ispettori“.

Comportamenti non corretti, va detto, accertati in tutta Europa.

Nella GDO europea vi sono centrali d’acquisto estremamente potenti, come la Tesco-Carrefour che ha un fatturato di 150 miliardi di €uro, ed è molto difficile sfidare questi colossi.

Per questo motivo, la Direttiva dà la possibilità al fornitore di rivolgersi all’Autorità di Controllo che preferisce, quella del proprio Stato membro oppure a quella dello Stato membro dell’acquirente, scegliendo la legislazione nazionale che riterrà più appropriata alle sue necessità.

Viene inoltre assicurata la confidenzialità delle denunce e dei denuncianti che deve essere protetta lungo l’intera procedura investigativa.

Le pressioni delle lobby europee più importanti non sono mancate ma Phil Hogan, commissario europeo all’agricoltura, ha dichiarato:” Per la prima volta è stata presentata una proposta legislativa che dà voce a chi non ha voce. A coloro che hanno una posizione negoziale debole. La nuova normativa proteggerà il 100% degli agricoltori ed il 97% delle aziende agroalimentari dell’Unione“.