Arriva “Più impresa”, i mutui a tasso zero e i contributi per le aziende dei giovani

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Mututi a tasso zero e contributi a fondo perduto per le aziende guidate da giovani. E’ questo il cuore di “Più impresa”, la nuova misura lanciata dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che sostanzialmente punta a estendere a tutta Italia le agevolazioni per gli agricoltori di domani. A renderlo possibile è stato il decreto Semplificazioni; grazie alle norme sarà possibile affiancare al mutuo a tasso zero il contributo a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di startup nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto attuativo, dal 30 aprile scorso è attivo il sito per la presentazione delle domande che saranno prese in considerazione in base all’ordine di arrivo.

Il mix delle due agevolazioni, previsto in precedenza solamente nel Mezzogiorno (con il “Resto al Sud”) è stato infatti ampliato all’intero territorio nazionale, con due novità: estensione a 41 anni non compiuti dell’età dei richiedenti; riduzione della percentuale di garanzia dal 120% al 100% dell’importo del mutuo agevolato. Al contributo resta abbinato il mutuo a tasso zero di importo fino al 60% dell’investimento.

L’obiettivo è favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed ampliare aziende agricole esistenti condotte da giovani. Si rivolge a micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti.

I requisiti.

Per il subentro: imprese agricole costituite da non più di sei mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni.

Per l’ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane. Gli investimenti previsti arrivano fino a 1,5 milioni di euro Iva esclusa; hanno una durata da cinque a quindici anni.

A essere finanziati sono i progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Le agevolazioni sull’intero territorio nazionale: mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60% delle spese ammissibili; contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35% delle spese ammissibili. Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200mila. Le spese effettuate devono essere rendicontate per stato avanzamento lavori (massimo cinque) per ottenere l’erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni. Sono esclusi dal finanziamento i diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.

L’impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al 100% del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall’Ismea. Possono essere ammesse garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi; in alternativa o in aggiunta all’ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.

Fonte: www.agrononotizie.imagelinenetwork.com