Cercosporiosi o piombatura, danni e rimedi

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Tornano a causare ingenti danni alcune micosi considerate, generalmente, patologie di minore importanza per la coltura. Fra queste è da segnalare il fungo responsabile della cercosporiosi (Mycocentrospora cladosporioides (Cooke) Wint. – sinonimi Cercospora cladosporioides, Pseudocercospora cladosporioides)

Questa fitopatia non destava preoccupazioni ma, ultimamente, ha avuto un incremento della sua azione, interessando aree sempre più estese.

Il fungo colpisce soprattutto l’apparato fogliare ma si può riscontrare sui piccioli delle foglie, sui peduncoli delle drupe e sulle stesse drupe. Il clima promuove le infezioni in caso di miti temperature ed elevata umidità.

DANNI

Caduta precoce delle foglie ma nessuna compromissione dell’attività vegetativa e produttiva, se non in caso di attacco elevato. Raramente possono esserci infezioni sulle drupe. Quelle colpite mostrano macchie bruno-violacee quindi più scure ed infossate, irregolari ed al cui interno sono corpuscoli che non sono altro che gli organi di propagazione del fungo. Le olive colpite marciranno.

SINTOMATOLOGIA

I primi sintomi si riscontrano sulle pagine inferiori delle foglie come piccole macchie non regolari e di color piombo, in seguito sulla pagina superiore con aree giallastre che evolvono in tacche necrotiche a contorno ben delineato. Nella pagina inferiore il fungo produce in abbondanza conidi cui è affidata la diffusione dell’infezione, attraverso gli stomi o tramite microlesioni, quando in primavera ed in autunno si depositeranno sulle foglie e dove, germinando, inizieranno un nuovo ciclo infettivo.

Lotta agronomica: eventuali interventi dovranno essere fatti alla fine della primavera mentre la sintomatologia si manifesterà in estate-inizio autunno. Occorrerà  eseguire corrette pratiche colturali:

  • potature razionali;
  • concimazioni equilibrate;
  • uso di cultivar resistenti (come il Leccino).

Lotta biologica:

  • eseguire le corrette pratiche colturali descritte;
  • l’uso di sali rameici è consentito.

Lotta integrata:

  • eseguire le corrette pratiche colturali descritte;
  • l’uso di prodotti rameici è consentito.

Lotta chimica: Tre o quattro interventi con sali di rame da luglio a novembre, consentono un adeguato controllo della malattia. Per le cultivar suscettibili sembrano efficaci una successione di 4 trattamenti in febbraio, aprile, fine agosto e fine settembre/ottobre.

Fra le sostanze attive più efficaci, oltre il rame, sono state riportate alcune strobilurine, triazoli e dodina. Interessante l’applicazione di un fertilizzante minerale a base di potassio (ossido di potassio 18%).

 

da ‘Fitopatie dell’olivo’ di Gabriele Verderamo, pubblicazione CNO