Chi ha avuto di più, avrà meno

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Riportiamo una sintesi di un articolo di Ermanno Comegna sulla PAC post 2022.

La Politica Agricola Comune post 2022 sortirà un forte effetto redistributivo con lo spostamento delle risorse finanziarie oggi intercettate dal sistema agricolo italiano tra imprese agricole, territori e settori produttivi.

Tutto dipenderà da come si deciderà di ripartire il plafond di 3,63 miliardi di euro per anno, disponibili per il quinquennio 2023-2027, tra le diverse componenti del nuovo regime dei pagamenti diretti e in che modo l’Italia deciderà di attuare il dispositivo della convergenza interna sul quale l’Unione Europea conta molto.

Il futuro regime dei pagamenti diretti consta di tre componenti obbligatorie che ogni stato membro è tenuto ad attuare: 1) il regime ecologico per migliorare le prestazioniì ambientali e climatiche, 2) l’aiuto redistributivo per spostare i fondi dalle grandi alle piccole aziende agricole, 3) il pagamento di base come elemento comune a tutti per un  minimo sostegno dei redditi.

Ci sono poi due componenti facoltative, la cui applicazione è demandata alle decisioni politiche dello stato membro: il sostegno accoppiato che è rivolto a specifiche produzioni ed il supplemento per i giovani.

I prodotti maggiormente colpiti dalla redistribuzione sono quelli che hanno beneficiato in passato dei trattamenti più generosi in termini di pagamenti diretti erogati, come il tabacco, il pomodoro da industria, il riso, l’allevamento bovino da carne e da latte, l’olivicoltura intensiva.

Si calcola che, in caso di permanenza dei titoli individuali, nel 2023, si partirà con una riduzione superiore al 20% che crescerà ulteriormente negli anni successivi.

Le regioni italiane che subiranno le perdite più consistenti saranno la Puglia, la Lombardia, il Veneto, la Calabria.

I conti definitivi però si faranno tra qualche anno e dipenderanno da come le singole imprese agricole sapranno adattarsi alla nuova situazione.

Così, ad esempio, un agricoltore che oggi dispone di titoli di elevato valore e quindi destinato a perdere parte del vantaggio, potrebbe recuperare utilizzando in modo sapiente il regime ecologico oppure attraverso l’accesso al sostegno accoppiato.

L’esperienza degli ultimi mesi dimostra come l’agricoltura sia un settore assai dinamico che risente di quanto avviene nel contesto globale e registra quotazioni variabili nel tempo.

Si dovrà tenere conto anche degli sviluppi tecnologici che aumentano l’efficienza e la produttività.

La riforma della PAC, la scelta strategica dell’Unione Europea di procedere verso la transizione ecologica e l’evoluzione del contesto tecnologico e di mercato, stanno imprimendo un cambiamento accelerato del settore agricolo“.

 

Fonte: www.italiaoggi.it