Comparto olivicolo, la crisi e le “magie” del mercato

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olio

Il crollo dei prezzi dell’olio extravergine d’oliva, ad oggi stiamo a meno 40% rispetto allo scorso anno, sta mettendo in ginocchio, il comparto olivicolo pugliese già vessato dalla gelata della scorsa primavera e da Xylella Fastidiosa.

Viene, inoltre, lamentata una scarsa competitività del nostro settore olivicolo mettendolo in relazione con quello del nostro competitor più importante, cioè la Spagna, dimenticando che quest’ultima è già al quinto Piano Olivicolo Nazionale e da noi non è partito neanche il primo.

I prezzi delle olive sfiorano mediamente i 35 € per quintale e quelli dell’olio extravergine si attestano a livelli oscillanti intorno ai 3,80 €/litro: insomma inferiore ai costi di produzione.

Ma la cosa che fa ancora più rabbia è vedere offerte di olio extravergine in bottiglia, su alcuni scaffali della GDO, in certi casi al di sotto dei 3,00 €/litro. Ciò non fa altro che svilire totalmente l’olio EVO italiano, prodotto di eccellenza, che la stessa GDO dovrebbe cooperare alla valorizzazione, sull’esempio del vino italiano.

È utile ricordare che il solo costo di bottiglia, etichetta, contro etichetta e imbottigliamento è di almeno 0,60 €/bottiglia; mentre il ricarico medio per il rivenditore è di almeno il 20% (altri 0,60 €/bottiglia per prezzi finali di 3,00 €/bottiglia). Cioè, ipotizzando nessun utile per il produttore della bottiglia di olio (cosa quantomeno paradossale), il solo prodotto tal quale per essere venduto a 3,00 €/litro, sarebbe remunerato a 1,80 €.

Prendendo atto di questa drammatica situazione, Maria Lisa Clodoveo del Dipartimento interdisciplinare di medicina dell’Università di Bari ha lanciato la petizione “Stop all’olio extravergine di oliva come prodotto civetta dei supermercati”.

L’obiettivo è cercare di vietare la vendita sottocosto dell’olio extravergine ormai diventata un’abitudine, come si vede sui volantini delle catene di supermercati recapitati nella casella della posta.

Molti degli alimenti pubblicizzati nella prima pagina sono considerati “prodotti civetta”, perché richiamano l’attenzione dei consumatori attraverso una vistosa riduzione del prezzo.

La petizione lanciata sulla piattaforma di petizioni Change.org, è rivolta alla ministra delle Politiche agricole alimentari, forestali, Teresa Bellanova, e al sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate.

Lo scopo è realizzare una proposta di legge che vieti l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva come prodotto civetta sui volantini dei supermercati.

E, ancora, occorre segnalare l’importante presa di posizione da parte del gruppo Megamark.

Il presidente Giovanni Pomarico ha annunciato, tramite una lettera aperta, una campagna di sostegno all’olio extravergine italiano e pugliese, attraverso la sospensione della promozione dell’olio comunitario nei supermercati della catena, ovvero, Dok e Famila.