DGAgri bacchetta l’Italia

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La Commissione Ue bacchetta l’Italia e – con una lettera indirizzata ad Agea nella persona del direttore Silvia Lorenzini e al ministero delle Politiche agricole per conoscenza – fa osservazioni sulle comunicazioni relative ai “controlli tramite monitoraggio” per l’anno di domanda 2019.

In sostanza la DgAgri non si fida dell’Italia che non ha adottato le procedure precedentemente annunciate per le modalità di controllo.

La Commissione – si legge nella lettera a firma di Jerzy Plewa – ha constatato l’assenza di informazioni relative al soddisfacimento delle cosiddette “precondizioni” per adottare i controlli tramite monitoraggio nella parte B della comunicazione dettagliata dell’Italia.

Dato che la relazione finale sul piano d’azione dell’Italia per migliorare la qualità del SIPA e per la piena attuazione della GSAA non le è ancora pervenuta, la Commissione gradirebbe una dichiarazione dell’Italia attestante che, conformemente alle disposizioni del regolamento di esecuzione n. 809/2014, sono in atto procedure operative efficaci, in particolare per le province selezionate nella parte A della comunicazione dell’Italia relativa ai controlli tramite monitoraggio nel 2019, per quanto riguarda:

1) il recupero degli importi indebitamente erogati,

2) la GSAA,

3) i controlli incrociati (ossia il soddisfacimento dei requisiti di cui agli articoli 7, 17 e 29 del regolamento (UE) n. 809/2014 rispettivamente) e che la qualità del SIPA è stata comprovata ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 640/2014.

La parte B della comunicazione dettagliata dell’Italia non indica se la selezione delle province per i controlli tramite monitoraggio nel 2019 sia in linea con l’aggiornamento del SIPA attualmente in corso in Italia.

L’Italia dovrebbe inoltre indicare alla Commissione i criteri oggettivi e non discriminatori in base ai quali sono state selezionate le province (proposte nella parte A della comunicazione dettagliata) in cui adottare i controlli tramite monitoraggio nel 2019, a norma del regolamento (UE) n. 809/2014.

Si ricorda all’Italia che,- si legge ancora nella missiva – in linea con la risposta fornita alla domanda 9 delle “Domande e risposte sul monitoraggio per gli anni di domanda 2018 e 2019” (ARES(2018)4341814), l’impatto finanziario di tutte le parcelle irrisolte appartenenti a un unico beneficiario deve essere determinato come somma cumulativa riferita a tutte le regioni/province che hanno optato per i controlli tramite monitoraggio di un dato regime/una data misura.

LETTERA DGAGRI AD AGEA