Diserbo, tante le alternative alla chimica

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Per decenni i trattamenti fitosanitari hanno garantito condizioni ottimali per la crescita delle colture. Oggi però – complici l’aumento delle resistenze agli agrofarmaci, la strategia Farm to fork dell’Unione europea e la crescita della sensibilità ai temi ambientali – il settore agricolo è chiamato a ridurre l’uso di prodotti chimici per la protezione delle piante.
Agricoltori e contoterzisti possono diserbare con un minore impatto sull’ambiente usando irroratrici all’avanguardia o ricorrere a sarchiatrici, erpici strigliatori e altre attrezzature per eliminare le infestanti per via meccanica. A questi implementi si aggiungono macchinari particolari per il diserbo alternativo.

Per supportare gli operatori nelle sfide attuali, molti costruttori stanno investendo in macchine che rimuovono le malerbe senza l’utilizzo di diserbanti.

Vi è anche la lavorazione interfilare per il controllo delle infestanti. Una novità per il diserbo meccanico è una sarchiatrice pieghevole  che assicura grande flessibilità grazie alla gestione semplice dell’interfila, della larghezza di lavoro degli elementi e della regolazione dei sarchiatori. Poi un rompicrosta pieghevole che garantisce un trattamento delicato delle colture ed è indicato anche per l’interramento di fertilizzanti, l’aerazione delle colture o la lavorazione superficiale delle stoppie. Ma ancora l’erpice strigliatore a denti con pressione costante.

Oltre ad estirpare le erbacce, oggi è anche possibile asportarle dal campo con un’attrezzatura sui generis: una raccoglitrice trainata che taglia gli steli delle infestanti che sovrastano la coltura principale tramite una barra falciante a doppia lama e li trasporta, con perdite minime, mediante un aspo particolare a un nastro trasportatore ad azionamento idraulico. In seguito, un ulteriore nastro trasferisce il materiale in una tramoggia.

Questa macchina è una grande amica dell’ambiente, poiché riduce la presenza di malerbe resistenti (erba codina, apera, avena fatua e loglio) senza l’uso di prodotti chimici e fornisce biomassa da utilizzare in un eventuale digestore. Ideale per l’agricoltura biologica.

Altro diserbo alternativo è quello che prevede l’eliminazione elettrofisica di infestanti.
Viene applicata energia elettrica ad alta tensione (6mila volt, forniti da un generatore) direttamente sulle malerbe che appassiscono dall’interno fino alle radici. La corrente elettrica ha un’azione sistemica: distrugge le cellule e i vasi per l’apporto di acqua favorendo l’essiccazione delle piante nel giro di tre giorni. Le erbacce con alto contenuto d’acqua e pochi steli o radici rispetto alla massa fogliare, richiedono poca energia e sono facili da trattare. Quelle legnose e grandi, rendono necessari molta energia, applicatori speciali e, talvolta, il ricorso allo sfalcio.

Infine, si può evitare l’uso di erbicidi anche grazie ai robot che, pur essendo ancora alle prime esperienze in campo, promettono di rivoluzionare il diserbo mediante l’intervento meccanico o l’impiego di raggi laser. Il tutto con emissioni di CO2 azzerate e un compattamento ridotto del terreno.

Fonte: www.agronotizie.imagelinenetwork.com