Donne dell’olio, olivicoltura sempre più rosa

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Gabriella Stansfield, toscana, imprenditrice agricola e produttrice di olio IGP e bio, assaggiatrice professionista e giudice in concorsi internazionali, come presidente di Donne dell’Olio non ha dubbi sull’importanza del ruolo femminile nell’olivicoltura nazionale.Chi sono in realtà le Donne dell’Olio?

Prima di tutto sono olivicoltrici. Ma la nostra rete è stata capace di raggiungere e coinvolgere tutte le realtà del mondo olivicolo: ricercatrici, personalità della PA, rappresentanti delle organizzazioni agricole e professionali, assaggiatrici, produttrici, imprenditrici, innovatrici di processo e di prodotto

Che valore aggiunto portano le donne?

Sono un motore fondamentale di cambiamento. Le donne non hanno paura di innovare, sono le donne a determinare le abitudini alimentari della famiglia. Si dice che la donna compra l’olio e l’uomo il vino. E’ un fatto la maggiore sensibilità della donna verso l’olio. E’ del tutto evidente come sia cresciuta la componente femminile nell’olivicoltura e come abbia saputo valorizzare gli aspetti salutistici e nutraceutici“.

Pari dignità, dunque?

Direi piuttosto naturale propensione alla collaborazione. Esattamente quello che manca in un mondo spezzettato come l’olivicoltura“.

Specialmente in un periodo di pandemia come questo…

Oggi è impossibile organizzare iniziative dove presentare e far assaggiare i nostri olii. Si sta comprimendo la conoscenza delle proprietà dell’olio in maniera terribile. E non parlo solo dei grandi eventi, ma anche delle piccole iniziative locali. A questo si è aggiunto il blocco totale della ristorazione“.

Alternative?

Ne stiamo portando avanti una come associazione: il nome è Evo & Eva. Si tratta di un premio, organizzato in associazione con Cibi – Consorzio italiano per il biologico – che si propone di promuovere e valorizzare l’uso delle materie prime derivanti dall’olivo, nei prodotti cosmetici naturali e biologici. Il premio vuole contribuire allo sviluppo delle aziende olivicole e cosmetiche, esaltando la sensibilità delle aziende al rispetto della Natura“.

dall’intervista di Francesco Cherubini

Fonte: www.pieralisi.com