Ecco chi è Teresa Bellanova, il nuovo ministro dell’Agricoltura

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La descrivono come una donna capace, determinata e che fa squadra. Teresa Bellanova è stata scelta da Giuseppe Conte, su indicazione del Partito democratico, come il nuovo ministro dell’Agricoltura. Salentina doc, Bellanova muove i suoi primi passi nel mondo agricolo come sindacalista Cgil a fianco dei braccianti impiegati nelle campagne pugliesi. Nata nel 1958, a soli 15 anni viene eletta capolega alla Camera del lavoro di Ceglie Messapica, piccolo paese del Brindisino in cui è nata.

In Cgil ricopre diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne della Federbraccianti in Puglia, poi segretaria generale provinciale della Flai (agroindustria) Cgil di Lecce, poi ancora come segretaria generale della Filtea Cgil (tessile-abbigliamento) di Lecce e infine dall’8 settembre 2000 diventa componente della segreteria nazionale della Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, alle politiche industriali, al mercato del lavoro, al contoterzismo e alla formazione professionale.

Nel 2006 il salto nella politica nazionale. Alle elezioni politiche viene eletta alla Camera dei deputati nella quale entra nella Commissione Lavoro. Tutta la sua carriera, politica e non, è stata consacrata alla difesa dell’occupazione. E infatti nel 2010 proprio l’XI Commissione approva all’unanimità le conclusioni di una indagine conoscitiva da lei fortemente voluta riguardo a ‘Taluni fenomeni distorsivi del mercato del lavoro’ (lavoro nero, caporalato e sfruttamento della manodopera straniera).

Il 28 febbraio 2014 viene nominata sottosegretario di Stato al lavoro nel Governo Renzi. Mentre nel marzo del 2016 diventa viceministro al ministero dello Sviluppo economico, incarico mantenuto anche nel Governo Gentiloni. L’ex ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, la volle responsabile per il Mezzogiorno nella segreteria del Partito democratico.

Bellanova non può essere definita un tecnico, in quanto non ha fatto studi di agraria, ma conosce bene il settore primario, soprattutto l’aspetto occupazionale. Il nuovo ministro dovrà affrontare molti dossier spinosi, a partire dalla riforma della Pac e dal nuovo bilancio europeo.

Ma nei rapporti con Bruxelles Bellanova potrà contare sulla collaborazione di Paolo De Castro, suo conterraneo e coordinatore del gruppo S&D (la famiglia progressista europea a cui appartiene il Pd) in Commissione Agricoltura al Parlamento europeo.

Sul tavolo del ministro c’è poi la tutela del reddito delle aziende agricole, sempre più a rischio visto l’andamento dei prezzi dei mercati e la concorrenza dei paesi esteri. Ma anche l’affanno dell’export agroalimentare, la riforma di Agea e la legislazione sulle New breeding techniques.

La prima dichiarazione del neoministro

“E’ per me un onore poter servire il mio paese in un settore cruciale come l’agricoltura. E per questo ringrazio il presidente Mattarella e il presidente Conte.
Nei giorni scorsi ho ribadito spesso come il da fare fosse enorme e non bisognasse sprecare tempo prezioso. Al lavoro da subito, dunque, per rafforzare la strategicità per il nostro paese di un segmento come questo per un agroalimentare moderno e di qualità, capace di attrarre occupazione qualificata e occupazione femminile soprattutto. C’è molto da fare: penso al sostegno all’export agroalimentare che dobbiamo portare dai 43 attuali a 50 miliardi entro i prossimi anni anche in un contesto difficile come quello attuale dove si parla più di di dazi e barriere”
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Queste le prime parole del neoministro Teresa Bellanova, rilasciate in una nota stampa, dopo la cerimonia del giuramento al Quirinale tenutasi ieri, 5 settembre 2019.

“Export – ha proseguito – ma anche investimenti nelle filiere per migliorare i rapporti tra agricoltori e trasformatori, vera chiave del made in Italy, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ necessario restituire dignità ed equità nella filiera dal campo alla tavola: su 100 euro di spesa, infatti, solo 2 restano agli agricoltori: dignità ed equità sono per me due parole chiave”.

E ancora: “Ho sempre sostenuto la necessità di un’agricoltura finalmente attrattiva per le nuove generazioni e in questa direzione intendo spendermi.
A disposizione c’è uno spazio enorme. Agricoltura di qualità significa futuro, imprese, posti di lavoro, rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e tipicità, servizi di eccellenza: uno dei più importanti biglietti da visita del nostro made in Italy. Una grande occasione per le nuove generazioni. Soprattutto, ma non solo, quelle del Mezzogiorno.
Per questo l’interlocuzione con le imprese sarà cruciale. Come quella con le regioni che dovrà essere costante, alimentata dal riconoscimento reciproco e dalla leale collaborazione istituzionale.
Abbiamo davanti una sfida importante anche a Bruxelles, per cambiare l’Europa e avvicinarla a cittadini, agricoltori, imprese. In Europa dobbiamo difendere l’agricoltura mediterranea, scrivere regole che diano futuro al lavoro di migliaia di giovani che stanno investendo la loro vita nelle nostre campagne.
Anche per questo battaglia aperta al caporalato: il mio impegno in questa direzione sarà assoluto perché non dimentico Paola Clemente e le tante, troppe vittime di caporalato, italiane e migranti, uomini e donne. Il mio pensiero va a loro, costantemente”
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“Naturalmente – ha concluso Teresa Bellanova – una delle priorità per me ineludibile sarà affrontare immediatamente l’emergenza Xylella, verificare lo stato dell’arte dei provvedimenti e la loro attuazione, riprendere il filo con i territori, garantire il giusto sostegno alla rigenerazione del paesaggio salentino e pugliese e a quanti già si stanno spendendo con generosità e impegno in questa direzione”.