Fertilizzanti, in vigore il Regolamento CE

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Il 16 luglio entrerà in vigore la norma comunitaria (Reg. Ue 2019/1009) sui fertilizzanti che, ricordiamo, non necessita di decreti nazionali in quanto, come tutti i regolamenti, è obbligatoria in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

L’articolo 52 della nuova norma stabilisce che i concimi acquistati da un distributore prima del 16 luglio, etichettati ai sensi del Reg. 2003/03, si possono continuare a mettere a disposizione (ed usare) fino ad esaurimento scorte.

L’immissione sul mercato è intesa come la prima messa a disposizione sul mercato dell’Unione, pertanto i soggetti che immettono sul mercato sono, in particolare, produttori e importatori ed il fatto stesso di aver prodotto o importato prima del 16 luglio consente al «concime CE» di restare sul mercato senza limitazioni di tempo.

Per evitare problemi con l’autorità nazionale, per i produttori e gli importatori sarebbe più sicuro includere nel documento di trasporto una dicitura che attesti che il concime è stato prodotto/importato prima del 16 luglio 2022.

Con l’introduzione del nuovo regolamento Ue e con l’imminente pubblicazione del nuovo allegato 13 del D.Lgs 75/2010 (unica lista ufficiale dei fertilizzanti consentiti su coltivazioni biologiche), il Sistema informatico Sian è destinato ad una rivoluzione.

Per il tempo che occorrerà all’allineamento alle norme, l’etichetta costituisce un elemento fondamentale: oltre a verificare la presenza in etichetta della dicitura Consentito in Agricoltura Biologica (a lettere maiuscole) seguita dall’elenco delle materie prime, il distributore dovrebbe controllare l’esattezza di eventuali riferimenti ai regolamenti comunitari ricordando che il Reg. 834/2007 è stato sostituito dal Reg. 2018/848 e che il Reg. 2021/1165 ha rimpiazzato il Reg. 889/2008.

Inoltre, e non sembri un’esagerazione, occorrerebbe controllare se la tipologia del prodotto corrisponde a quella indicata sul Sian per quel nome commerciale, associato al fabbricante.

La nuova norma definisce il distributore come il soggetto che mette a disposizione un prodotto fertilizzante (per uso o ulteriore distribuzione) a esclusione della prima messa a disposizione. Pertanto, tutti i passaggi lungo la catena di approvvigionamento, successivi al primo (immissione sul mercato), sono in capo a un distributore.

Nel regolamento, i distributori, assieme a fabbricanti e importatori, sono considerati “operatori economici” e, come tali, hanno precisi doveri.

L’intero articolo 9 è dedicato proprio agli obblighi dei distributori, in particolare in merito alla conformità dell’etichettatura. Non si tratta semplicemente di verificare la presenza dell’etichetta e che sia in italiano, ma addirittura che le informazioni siano state fornite come prescritto dagli allegati di legge, compresa la presenza di un numero che consenta l’identificazione del prodotto.

In sostanza, è richiesto al distributore di sostituirsi all’autorità di vigilanza perché, nel caso in cui dovesse ritenere che un prodotto fertilizzante della Ue (a marchio CE) non sia conforme, si deve astenere dal commercializzarlo fino a che il suo fornitore non lo abbia reso conforme; non solo ma se poi ritenesse che il fertilizzante a marchio CE presenti un rischio per la salute, per la sicurezza o per l’ambiente, deve informare il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.

Gabriele Verderamo

 

Fonti: agricommerciogardencenter.edagricole.it; www.agronotizie.imagelinenetwork.com