ICQRF, Report delle attività dell’anno 2021

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È stato pubblicato dall’ICQRF il Report sulle attività svolte per la tutela della qualità e per la repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari nel 2021.

Il Report testimonia l’impegno dell’organo di controllo del Mipaaf in un anno molto difficile a causa della pandemia.

Si sono avuti, nonostante le diverse difficoltà, importanti risultati: le esportazioni sono a livelli record, la Dop Economy cresce sul mercato nazionale ed internazionale, sia come valore economico che come numero di prodotti tutelati.

Vi sono oggi 876 denominazioni a qualità garantita, a conferma, ove ve ne fosse bisogno, del primato italiano nell’ambito enogastronomico.

Il sostegno alle filiere Dop, Igp e Stg è un elemento essenziale per il nostro made in Italy. Sostegno vuol dire anche tutela di questi prodotti per le aziende, per i consumatori e per le Istituzioni pubbliche e tutela vuol anche dire una catena di controlli che ne attestino la qualità ed il buon fare.

Il Report contiene il dettaglio dell’attività svolta dall’ICQRF contro frodi, usurpazioni, fenomeni di Italian sounding e contraffazioni a danno del made in Italy di qualità e dei consumatori, nonché nel contrasto alla criminalità agroalimentare.

I risultati operativi del 2021 confermano ancora una volta la qualità del sistema dei controlli italiano e il posizionamento dell’ICQRF tra le principali Autorità antifrode nel food a livello mondiale. I controlli antifrode sono stati 61.756, di cui 49.511 ispettivi e 12.245 analitici. Gli operatori verificati sono stati 33.404 e i prodotti controllati 62.316.

Le irregolarità hanno riguardato il 15,9% degli operatori, l’11,6% dei prodotti mentre il 9,0% dei campioni analizzati sono risultati irregolari.

Ma vediamo i numeri del nostro settore: 9.324 controlli totali, 5.243 operatori controllati con il 13,8% dei quali irregolari, 5.769 prodotti controllati di cui l’11,7% irregolari; 1.258 diffide, 31 notizie di reato, 48 sequestri e 914 contestazioni amministrative.

Gli illeciti più ‘gettonati’ sono stati:

  • Olio extra vergine di oliva risultato di categoria inferiore all’analisi chimica e/o organolettica,
  • Contraffazione di olio extravergine di oliva di noti marchi commerciali,
  • Mancata o irregolare indicazione dell’origine geografica in olio extra vergine di oliva,
  • Violazioni delle norme di etichettatura e presentazione degli oli di oliva per omissioni di indicazioni obbligatorie, irregolare utilizzo di indicazioni facoltative, impiego ingannevole della designazione di origine,
  • Mancata o irregolare tenuta dei registri telematici degli oli di oliva,
  • Usurpazione, imitazione o evocazione di una denominazione protetta,
  • Sofisticazione di olio extravergine di oliva ottenuto miscelando olio di semi con olio di oliva “verdone”.

Non si può che plaudire all’operato dell’ICQRF nella difesa di quegli agricoltori e di quei produttori che operano nel perseguimento della qualità del prodotto finale, usando tutti gli strumenti che l’attuale tecnologia mette a disposizione per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.

Gabriele Verderamo

Fonte: www.politicheagricole.it