Il glifosato è cancerogeno e Bayer crolla in borsa

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Un Tribunale di San Francisco ha stabilito che il glifosato è la causa di un tumore alla pelle che ha colpito il coltivatore californiano Andrew Hardemann, dopo 26 anni di utilizzo. L’uomo ha denunciato l’azienda, che invece nega qualsiasi collegamento tra il prodotto e la malattia riscontrata.

E’ la seconda volta che un tribunale americano dà ragione agli agricoltori. Era già successo lo scorso agosto, nel caso dell’ex giardiniere Dewayne Johnson.

Gli avvocati di Hardeman vogliono anche presentare delle prove secondo cui Bayer avrebbe influenzato scienziati, politici e consumatori sulla sicurezza dei suoi prodotti nonostante i rischi a essi legati. E’ questa la strategia dei legali perchè a Bayer vengano addetitate le responsabilità, costringendola a pagare un risarcimento.

Stabilito il nesso di causa-effetto tra glifosato e cancro, insomma, la giuria si dovrà ora pronunciare sul grado di responsabilità dell’azienda.

Il rischio per Bayer è pagare un altro mega risarcimento come quello che stabilito per Dewayne Johnson, lo scorso ottobre, pari a quasi 80 milioni di dollari.

Secondo gli analisti di Bloomberg, l’azienda potrebbe essere costretta a risarcire “centinaia di miliardi di dollari” per ben 11.200 denunce da parte di agricoltori.

E’ questa la ragione per cui, all’indomani della sentenza Hardemann, il titolo Bayer ha perso il 12% alla borsa di Francoforte.

Il Roundup è stato il primo erbicida a base di glifosato a essere commercializzato ed è tuttora il più usato nel mondo. Il principio attivo è approvato in 130 paesi su più di cento colture diverse.

Nel 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) inserì il glifosato nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”.

La decisione seguì uno studio dell’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) secondo cui è probabile che il glifosato sia cancerogeno, nonostante non sia provato.

Nel 2017 l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) aveva deciso di non classificare il glifosato come sostanza cancerogena perché riteneva che non ci fossero abbastanza prove per sostenerlo.