Istituti e le Università di agraria, cosa insegnano e perché sceglierli

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La nostra nazione ha sempre più bisogno di preparazione tecnica in tutti i campi del sapere e del fare e nel mondo agricolo, con il clima in cambiamento, le piogge sempre più rare nel meridione e più selvagge nel settentrione, l’aumentata, e giusta, sensibilità ambientale, le nuove tecnologie, la preparazione specifica assume sempre maggior peso.

A questo compito assolvono gli Istituti tecnici agrari e le Facoltà di Scienze agrarie e forestali.

L’Istituto Tecnico con indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria serve, quindi, a preparare nell’ambito della produzione di prodotti agricoli e alimentari e della gestione del territorio e dell’ambiente.

Chi si diplomerà in questa scuola conoscerà i processi di produzione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari, avrà competenze nella gestione e nella tutela del territorio e delle aziende agricole, saprà valutare la qualità della produzione e sarà in grado di promuovere e valorizzare prodotti agroalimentari tipici.

Studiare agraria all’università vuol dire imparare a conoscere le piante e le interazioni di queste con l’ambiente, imparare a moltiplicarle, coltivarle, difenderle, alimentarle per poi trasformarle e trarne profitto. È impossibile separare, infatti, il mondo agricolo da quello economico, sociale e politico per questo i piani di studio oggi disponibili delle università di agraria italiane sono sempre più in linea con gli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile, allo scopo di formare giovani che siano in grado, in futuro, di sviluppare sistemi di produzione degli alimenti più sicuri e nutrienti, a prezzi accessibili per tutti, salvaguardando l’ambiente.

Le università di agraria funzionano secondo il sistema 3+2: 3 anni rappresentano il primo ciclo di studi o laurea triennale (L) a cui si può accedere con il diploma; i successivi 2 anni sono il secondo ciclo di studi o laurea magistrale (Lm) a cui si accede con la laurea triennale.

Le classi dei corsi di studio (i raggruppamenti di quei corsi di laurea aventi stessi obiettivi formativi qualificanti) che descrivono il percorso di studi in agraria sono principalmente la L-25 e la Lm-69.

I corsi di laurea triennali (L-25) sono 55 e sono per la maggior parte tradizionali in “Scienze e Tecnologie Agrarie”. Questi sono caratterizzati da una serie di materie fondamentali quali, a esempio, matematica, fisica, chimica e biologia, e da altre caratterizzanti come economia ed estimo, agronomia e coltivazioni erbacee, patologia vegetale ed entomologia. A queste materie si aggiungono poi quelle affini o integrative che completano la formazione, come microbiologia e zootecnia.

In aumento sono i corsi di laurea triennali più specifici tra cui corsi di viticoltura ed enologia, economia e marketing del sistema agroindustriale, produzioni sementiere e vivaismo, scienze della montagna, o agroingegneria.

I corsi di laurea magistrale (Lm-69) sono 38 e permettono di continuare il percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie. Alcune magistrali più specifiche, invece, riguardano le scienze enologiche, l’agricoltura sostenibile e di precisione o l’imprenditorialità nel sistema agroalimentare.

La redazione