Le forti piogge potrebbero rimuovere il 23% dei terreni agricoli entro il 2050

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L’erosione idrica, causata principalmente dall’aumento dell’intensità delle precipitazioni, potrebbe causare la perdita tra il 13 e il 22,5% dei suoli agricoli nell’Unione Europea e nel Regno Unito entro il 2050.

Lo rivela uno studio del Centro Scientifico dell’ Unione Europea, aggiungendo che questa perdita di suolo dovrebbe essere maggiore nell’Europa centrale e settentrionale, arrivando a perdite fino al 100% in alcune aree.
Si prevede, invece, che l’erosione del suolo nell’Europa meridionale rimarrà praticamente invariata a causa della diminuzione dei modelli di precipitazioni. Le perdite medie di suolo addirittura diminuiranno (Spagna) o rimarranno tali (Italia).
Per raggiungere queste conclusioni, gli autori hanno utilizzato 19 modelli climatici globali e tre diversi scenari di concentrazione di gas serra (Representative Concentration Pathways – RCP) per proiettare la perdita di suolo dovuta all’erosione idrica in Europa entro il 2050. Hanno anche utilizzato il modello CAPRI (Common Agricultural Policy Regional Impact Analysis) di ITC per simulare la dinamica dell’uso del suolo nel settore agricolo nel 2050 a livello regionale.
Il principale fattore di questo cambiamento è l’aumento previsto dell’intensità delle precipitazioni dal 16 al 26%.
Secondo gli autori di questo studio, il previsto aumento della perdita di suolo può essere evitato o almeno ridotto, utilizzando specifiche pratiche di gestione e misure di politica agroambientale per la conservazione del suolo.
Sulla base di un’analisi di scenari rilevanti per le politiche, gli autori hanno scoperto che lo strumento politico più efficace consiste nel collegare in modo specifico gli incentivi della politica agricola comune (PAC) alle prestazioni ambientali.
Le misure di conservazione del suolo, come colture di copertura e lavorazione ridotta, dovrebbero essere applicate ad almeno il 50% dei punti critici di erosione del suolo.