Le scorte di olio d’oliva in Italia diminuiscono dell’11,1%

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L’ICQRF ha pubblicato il Report Frantoio Italia n. 1/2022 relativo ai dati al 31 dicembre 2021.

Lo stock di olio detenuto in Italia al 31 dicembre 2021 ammonta a 299.075 tonnellate, di cui il 75,4% è rappresentato da Olio Extra Vergine di Oliva (EVO). Nell’ambito dell’olio EVO, il 65,0% è di origine italiana (146.591 t), il prodotto di origine EU rappresenta il 29,6%. Marginali sono gli stock di olio extra UE e di oli blend.

Oltre la metà della giacenza nazionale di olio di oliva (55%) è presente nelle regioni del Sud Italia, con il significativo contributo delle regioni Puglia e Calabria (37,5% e 10,1%, rispettivamente). Queste due regioni insieme alla Toscana detengono il 62,7% dell’intera giacenza nazionale.

A livello provinciale, da segnalare il 16,8% delle giacenze nella provincia di Bari, il 9,4% nella provincia di Barletta-Andria-Trani e il 7,8% in quella di Perugia.

Nonostante il gran numero di DOP e IGP presenti (49), su un totale di 24,9 milioni di litri di olio di oliva a questi marchi di qualità in stock, il Terra di Bari DOP rappresenta il 42,1% (10,4 milioni di litri). In generale, l’olio d’oliva con DOP e IGP in stock rappresenta il 7,7% del totale dell’olio d’oliva immagazzinato in Italia e il 10,2% degli stock di EVOO.

Allo stesso modo, lo stock totale di olio extravergine di oliva e olio di oliva vergine da agricoltura biologica ammonta a 39.449 tonnellate, quasi esclusivamente EVOO (99,6%), una cifra rilevante poiché l’extravergine biologico costituisce il 17,4% del totale dell’olio extravergine di oliva conservato in Italia.

Rispetto al 31 dicembre 2020, le giacenze di olio risultano nel complesso inferiori del 11,1%. Tale differenza è da attribuire prevalentemente, all’olio EVO (-6,5%), all’olio di sansa di oliva (-29,2%) e all’olio di oliva lampante (-24,2%) e, seppur con un’incidenza quantitativa minore, anche tutte le altre categorie di prodotti.

Nell’ambito dell’EVO è da segnalare il parziale recupero della quantità di prodotto di origine italiana in giacenza, rispetto alle rilevazioni precedenti (-2,6% vs. -27,8% del 30 novembre, -30,5% del 31 ottobre e -31,8% del 30 settembre).

Fonte: www.politicheagricole.it/