L’olio alla sfida del valore: o cresce o la filiera non regge

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La sfida più grande che abbiamo davanti è quella del valore. Abbiamo convinto i consumatori a spendere 10 euro e più per una bottiglia di vino che dura un pasto, non riusciamo a convincerli a spenderne 8 per una bottiglia di olio che dura 3 o 4 settimane. Abbiamo più di 500 cultivar, un patrimonio di biodiversità che non ha eguali: se non viene valorizzato adeguatamente rischia di essere un problema”. Così la Ministra Teresa Bellanova, dal Tavolo Olio convocato dal Ministero per le Politiche Agricole.

Alla luce dell’esperienza positiva in altri comparti, Bellanova ha quindi detto di voler puntare su una Ocm olio, come per il vino.

Alla Commissione europea – ha detto – abbiamo chiesto di potenziare l’Ocm olio con contributi diretti agli agricoltori per la ristrutturazione, la riconversione e l’impianto di nuovi oliveti, l’ammodernamento dei frantoi oleari. Ma anche per interventi volti alla conservazione del paesaggio, al miglioramento della sostenibilità ambientale, alla formazione e al trasferimento delle innovazioni. La dotazione finanziaria di 34,59 milioni di euro dovrà essere incrementata attraverso un trasferimento di fondi dallo Sviluppo Rurale”.

È sul valore che prima di tutto dobbiamo lavorare – ha proseguito la Ministra – e in questo l’alleanza con il consumatore è strategica. Lo abbiamo abituato a vedere sempre l’olio in offerta, svilendo spesso il prodotto. Così la filiera non regge. Su questo chiediamo a Gdo e ristoratori di fare da tramite con i cittadini per un patto dell’olio. Anche nella ristorazione serve più cultura dell’olio, dall’offerta al cliente al suo utilizzo in cucina. I ristoranti possono diventare i primi avamposti del cambiamento culturale, perché se valorizziamo lì il prodotto i benefici andranno a ricadere su ogni segmento. L’olio va considerato come un alimento e non solo come un semplice condimento”.