L’ombelico del mondo

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Riportiamo fedelmente lo scritto del professor Frascarelli, presidente ISMEA e docente di Economia presso l’Università di Perugia.

L’agricoltura è un settore strategico per l’economia del Paese; bisogna difenderla e sostenerla. Frasi frequenti tra gli operatori del mondo agricolo.

La difesa della nostra agricoltura è un obiettivo pienamente condivisibile, soprattutto dopo la pandemia che ha dimostrato il ruolo fondamentale degli approvvigionamenti nazionali. Come le mascherine e i vaccini, il cibo è altrettanto importante; strategico, per cui bisogna difendere le produzioni nazionali.

Inoltre, proprio in questo periodo estivo, l’agricoltura ha dimostrato il suo ruolo per i valori ambientali, paesaggistici e gastronomici, quale fattore cruciale per l’attivazione del turismo e per la prevenzione dei disastri naturali, dagli incendi alle alluvioni. Non c’è dubbio che bisogna difendere l’agricoltura!

Ma vi sono alcune situazioni dell’agricoltura che non hanno futuro, che sono indifendibili.

Ad esempio le piccole aziende cerealicole in zone marginali; troppo piccole, con un basso valore della produzione a ettaro e con difficoltà nelle rotazioni, poiché in collina asciutta è difficile trovare valide colture da rinnovo dal punto di vista produttivo ed economico, quindi sono condannate alla monocoltura di cereali.

Altro esempio è la zootecnia intensiva, che genera un forte impatto ambientale e che non è capace di innovare in progetti di economia circolare.

Altri esempi sono l’olivicoltura e la frutticoltura che producono prodotti indifferenziati di qualità standard, con modelli produttivi basati su 10-15 trattamenti all’anno, senza stabili relazioni di filiera, corte o lunghe. Settori che subiscono inevitabilmente forti oscillazioni nelle quotazioni e forte concorrenza di prezzo, interna ed estera.

Ci sono situazioni dell’agricoltura italiana indifendibili, in cui il sostegno allunga solamente l’agonia.

Queste situazioni dell’agricoltura italiana devono cambiare. Occorre smettere di difendere ciò che non ha futuro. Non potrà sopravvivere un certo tipo di agricoltura, che deve cambiare o è destinata a chiudere.

Occorre difendere coloro che hanno la forza di costruire un futuro, allora il sostegno serve!

Il futuro è segnato da un’agricoltura differenziata, con forte identità e qualità dei prodotti, con grandi innovazioni, verso la transizione ecologica e digitale.

Molto spesso si dice “bisogna dare dignità all’agricoltore”. Acquisisce dignità l’agricoltore che è orientato al cambiamento, ma può diventarlo se è proattivo, altrimenti è solo un agricoltore assistito. Deve guardare la realtà socio-economica, deve saper cambiare per salvarsi. Cambiare, per salvare ciascuno.

I difensori di un certo tipo di agricoltura non vogliono il bene dell’agricoltura, sono diventati i guardiani del cimitero. Tutelano la conservazione di un mondo che non c’è più.

L’agricoltura va supportata e sostenuta, ma non si può difendere l’indifendibile.

Fonte: www.terraevita.edagricole.it