L’ora della qualità

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Pubblichiamo un interessante estratto dello scritto di Riccardo Gucci dell’Università di Pisa, edito da “Olivo e Olio” di novembre 2019Tempo di raccolta, tempo di bilanci. In un’annata olivicola che si presenta buona per quantità al sud e piuttosto scarsa al centro-nord, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla qualità del prodotto.

Nelle regioni settentrionali e centrali, seppure con una certa variabilità geografica, la mosca è stata molto attiva, causando perdite rilevanti nelle aziende ove non sono state approntate misure tempestive di controllo del fitofago.

Al nord ed in Toscana è stata anche segnalata la presenza della cimice asiatica (ndc: vedi articolo del 5 ottobre 2019) con conseguenti fenomeni di cascola precoce e danni alle olive, sebbene ancora difficili da quantificare per entità e diffusione.

Fortunatamente in Puglia, Calabria e Campania l’infestazione di mosca appare contenuta e si attendono buoni risultati in termini di qualità dell’olio.

Al di là delle differenze che si manifestano di anno in anno in base all’andamento stagionale e che influiscono sulla dinamica di popolazione dei fitofagi, va ribadito che la difesa in olivicoltura dev’essere effettuata con professionalità ed assiduità come in frutticoltura e viticoltura.

Sappiamo che, purtroppo, non sempre avviene a causa del permanere di superficialità, incompetenza, presunta attenzione all’ambiente e necessità di contenere i costi di produzione.

Da frutti danneggiati non vi è molto da aspettarsi dal punto di vista qualitativo.

Uno stretto controllo su fitofagi e patogeni è indispensabile per produrre olive ed olii di eccellenza.

Il concetto di qualità è ampio. Riguarda la sicurezza alimentare, la classificazione merceologica, gli aspetti salutistici e sensoriali. Alcuni lo estendono a valori ambientali, storici e paesaggistici‘.