Mipaaf in favore delle imprenditrici agricole

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Agricoltura e donna. Un rapporto che il Ministero delle Politiche agricole vuole favorire con misure ad hoc in favore dell’imprenditoria femminile. Sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto è stato infatti pubblicato il decreto ministeriale del 9 luglio

Un provvedimento che consente di beneficiare di mutui agevolati a tasso zero la cui durata è compresa tra cinque e massimo quindici anni, comprensiva del periodo di preammortamento.

L’importo massimo elargibile è pari ad € 300milioni e comunque non deve risultare superiore al 95% delle spese ritenute ammissibili, rispettando i massimali previsti dalla normativa comunitaria in termini di ESL (sovvenzione lorda).

All’impresa agricola femminile viene richiesta la copertura finanziaria del progetto con il 20% del totale delle spese ammissibili comprensiva dell’Iva. Tali finanziamenti sono cumulabili con ulteriori aiuti pubblici richiesti per affrontare gli stessi investimenti, sempre nel rispetto delle disposizioni comunitarie in termini di ESL.

Le micro e piccole imprese agricole gestite da donne, costituite in qualunque forma, che possono accedere al beneficio devono trovarsi nelle seguenti situazioni:

  • risultare regolarmente costituite ed iscritte nel registro delle imprese;
  • svolgere in maniera esclusiva l’attività agricola, così come disciplinato dall’articolo 2135 del codice civile;
  • essere amministrate e condotte da una donna in possesso della qualifica di coltivatore diretto oppure di imprenditore agricolo. Se su tratta di società occorrerà che l’impresa agricola e composta da oltre la metà di soci da donne coltivatrici dirette od imprenditrici agricole;
  • avere la sede operativa in Italia;
  • non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non aver ricevuto e successivamente rimborsato o depositato in un conto bancario, gli aiuti ritenuti illegali od incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non rientrare tra le imprese in difficoltà

Possono essere finanziati progetti che devono risultare avviati prima della presentazione della domanda e concludersi entro ventiquattro mesi dal giorno in cui c’è stata l’ammissione al finanziamento e che hanno le seguenti finalità:

  • il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola,  attraverso la riduzione dei costi di produzione od un miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse;
  • miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali riferite all’igiene ed al benessere degli animali, purchè tali investimenti non siano avvenuti per adeguarsi alle norme europee;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture collegate allo sviluppo, adeguamento e modernizzazione dell’agricoltura.

Le spese ammissibili sono: lo studio di fattibilità comprese le analisi di mercato, le opere agronomiche e di miglioramento fondiario, opere edilizie per la costruzione od il miglioramento di immobili, oneri per ottenere il rilascio della concessione edilizia, allacciamenti, impianti macchinari ed attrezzature, servizi di progettazione, beni pluriennali, acquisto di terreni, formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’azienda agricola beneficiaria purchè risulti funzionale e commisurata alla realizzazione del progetto.

È l’Ismea che esamina le domande a lei pervenute, decidendo in merito alla concessione delle agevolazioni od al rigetto della domanda.

Attraverso la deliberazione di concessione l’Ismea individua il soggetto beneficiario, le caratteristiche del progetto finanziato e la misura dell’agevolazione concessa in termini di ESL, fissa le spese ammesse ed i tempi entro cui attuare il progetto stabilendo la durata del mutuo agevolato che verrà erogato in una unica tranche.

Spetta alle aziende ammesse al finanziamento presentare ad Ismea l’intera documentazione utile alla stipula del contratto di mutuo agevolato.

Una volta stipulato il contratto, le aziende agricole beneficiarie devono rendicontare le spese effettuate in una unica soluzione per stato di avanzamento dei lavori (SAL) fino ad un massimo di tre.

Solo quando l’importo speso risulti essere inferiore a quello approvato, verranno ricalcolati i massimali considerando le spese ammesse in modo da rideterminare l’importo del mutuo.


Diversi sono i motivi per cui si dovrà procedere alla revoca delle agevolazioni:

  • mancato rispetto dei tempi previsti per realizzare il progetto;
  • trasferimento, vendita o destinazione per usi differenti da quelli previsti nel progetto di investimento dei beni mobili ed immobili oggetto delle agevolazioni, prima di tre anni dalla data di ultimazione del progetto di investimento;
  • cessazione dell’attività di impresa agricola, oppure vendita totale o parziale della stessa, concessione in locazione, o trasferimento all’estero prima dei tre anni dalla data della ultimazione del progetto di investimento e comunque fino a quando termina il mutuo agevolato;
  • fallimento dell’impresa agricola beneficiaria prima dei tre anni dalla data di ultimazione del progetto di investimento;
  • mancato adempimento degli obblighi di monitoraggio e controllo;
  • mancata restituzione protratta per un anno di una rata del finanziamento concesso.

Fonte: www.terraevita.edagricole.it