Dimetoato, nessuna proroga

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mosca dell'olivo

Il Ministero della Salute ha ricevuto una richiesta dell’utilizzo in deroga del dimetoato per 120 giorni ai sensi dell’articolo 53 del Regolamento Ue 1107/2009.
La richiesta, però, non è stata al momento accolta e non è stata trasmessa al Ministero dell’agricoltura, da qui al Servizio fitopatologico nazionale e poi ai Servizi regionali perchè possano esprimere il necessario parere.
Stante i tempi tecnici necessari per tale iter, oltre all’inceppamento della macchina burocratica nel mese di agosto, è altamente improbabile che una proroga per l’utilizzo del dimetoato possa giungere prima della metà di settembre; quindi, considerando anche i tempi di approvvigionamento da parte dei magazzini di prodotti fitosanitari, si andrebbe oltre i tempi utili perchè gli olivicoltori possano utilizzare il dimetoato in campo contro la mosca delle olive.

Rispetto al 2020, anno in cui fu concesso l’uso in deroga per 120 giorni del dimetoato, con provvedimento del 30 giugno, la novità risiede nella mancata richiesta della proroga da parte delle ditte produttrici del principio attivo che invece ne avevano fatto richiesta a maggio 2020.

Oggi è quindi bene che gli olivicoltori si preparino a una stagione di lotta alla mosca delle olive non facendo conto sull’utilizzo di dimetoato in regime convenzionale o di agricoltura integrata.

I principi attivi utilizzabili restano dunque la deltametrina, con un effetto prevalentemente adulticida, e il fosfmet, con azione anche ovocida e parzialmente larvicida. Entrambi questi principi attivi, se dati entro due-tre mesi dalla raccolta, rischiano però di lasciare residui nell’olio e pertanto vengono generalmente sconsigliati a chi vuole esportare l’extra vergine all’estero, specie negli Stati Uniti.

L’unico principio attivo con una bassissima residualità, ovviamente con rispetto scrupoloso dei tempi di carenza, è l’acetamiprid, efficace ovocida e parzialmente larvicida, il cui utilizzo è autorizzato per una massimo di due trattamenti all’anno.

E’ quindi evidente che una strategia di lotta esclusivamente larvicida è sconsigliabile con i principi attivi e i limiti attuali, soprattutto in aree ad alto rischio di infestazione con la mosca che può compiere 3-4 generazioni da luglio a ottobre.

Diventa quindi necessario cambiare gli schemi di lotta, basandosi su interventi adulticidi/repellenti almeno in prima generazione, efficaci nel caso di infestazioni medio-basse, per poi passare al metodo larvicida quando necessario.

Stante la più modesta efficacia dei principi attivi utilizzabili contro la mosca delle olive è anche opportuno, su suggerimento del tecnico, valutare di abbassare la soglia economica di intervento non tanto nella sua percentuale assoluta, oggi generalmente fissata nell’8-10%, quanto nella tipologia di popolazione presente nell’oliva, limitandosi a valutare solo uova e larve di I età.

Fonte: www.teatronaturale.it