Olio d’oliva: l’ondata che ha spinto i prezzi in Andalusia

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La crisi dei prezzi che da diverse stagioni condizionava il settore olivicolo sembra essere giunta al termine, seppur con prudenza. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio dei prezzi e dei mercati della Junta de Andalucía, le operazioni con olio extravergine di oliva sono state chiuse a una media di 2,91 € / kg. Un anno fa, questa stessa categoria era a 2,18 € / kg. Da parte sua, il vergine si attesta a 2,65 € / kg (a 1,82 € / kg era in questa stessa data nel 2020), e il lampante a 2,7 € / kg, quasi 1 euro in più rispetto all’anno precedente, quando era a € 1,75 / kg.

Uno dei grandi motivi di questa attesa di un cambiamento di tendenza è il calo che ha subito la raccolta in tutto il mondo.

Infatti, secondo un rapporto della Commissione Europea, che delinea come saranno i prossimi mesi per i principali settori agricoli, nella campagna 2020/21 la produzione di olio d’oliva nell’UE potrebbe raggiungere 2,1 milioni di tonnellate, il 10% in più rispetto alla scorsa stagione 2019/20.

È proprio la produzione spagnola (che raggiungerà, secondo lo studio europeo, circa 325.000 tonnellate), a “compensare” le perdite nei principali concorrenti dei produttori spagnoli che fanno parte dell’UE: Italia e Grecia.

In particolare, l’Italia produrrà circa 96.500 tonnellate in meno in questa stagione rispetto allo scorso anno, mentre la Grecia conterà circa 5.000 tonnellate in meno e il Portogallo subirà un crollo di 40.500 tonnellate al di sotto di quanto prodotto la scorsa stagione.

Tra i fattori che hanno determinato questo significativo calo, nel caso di Italia e Grecia, spiccano i danni causati dalle intemperie, soprattutto grandine e alluvioni, nel settore italiano. Da parte sua, la Grecia ha subito ondate di caldo e ha visto come la mancanza di lavoratori, situazione derivata dalla pandemia Covid-19, abbia diminuito le sue possibilità durante il raccolto.

Per quanto riguarda i paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, ma che competono con la Spagna nel mercato olivicolo internazionale, c’è stato un calo molto importante, e chiave per comprendere l’aumento dei prezzi, in Tunisia (fino al 66% in meno rispetto allo scorso anno). La produzione in Marocco è aumentata di circa 15.000 tonnellate, ma è stata compensata da un calo simile in Turchia.

In breve, secondo i calcoli dell’UE, “la disponibilità nel 2020/21 nell’Unione europea è dell’8% superiore alla media degli ultimi 5 anni”. Tutti questi fattori rendono l’offerta di mercato “più equilibrata” ei prezzi nell’UE hanno iniziato a dare segni di ripresa.

L’olio extravergine di oliva, infatti, ha aumentato costantemente il suo prezzo da ottobre 2020, sebbene sia ancora del 12% inferiore alla media degli ultimi 5 anni (circa 2,70 € / kg).

Per quanto riguarda i consumi, cresciuti durante la pandemia di Covid-19, si prevede che continuerà a farlo (fino al 3%) nel 2021.

Le esportazioni dovrebbero “rimanere stabili” rispetto al livello della scorsa stagione, “storicamente alto”. Certo, i mercati di Cina, Giappone e Stati Uniti (questi ultimi influenzati dalla sospensione dei dazi) si assumeranno prevedibilmente le perdite che si verificano in quelli di Canada, Australia, Regno Unito e Brasile dove, afferma la Commissione Europea, faranno ridurre le importazioni “a causa delle scorte che già hanno e dei prezzi più alti”.

Fonte: www.sevilla.abc.es