Produttori spagnoli di olio, nuove misure prima del confezionamento

92

L’olio d’oliva vergine spagnolo ha bisogno di sistemi di catalogazione e valutazione migliori di quelli in vigore o, almeno, di altri che li integrino.

Per questo motivo, il settore del confezionamento e dell’esportazione rappresentato dalle associazioni ANIERAC e ASOLIVA richiede misure aggiuntive come una degustazione ufficiale prima del confezionamento e i cui risultati abbiano una validità legale di un anno. In questo modo si aggiungerebbero garanzie ai consumatori e, al tempo stesso, si ridurrebbe l’incertezza giuridica e l’incertezza che comporta un processo così soggettivo come quello di analisi organolettica. 

E’ indispensabile, precisano le associazioni, che “la catalogazione dell’olio di oliva (vergine o extra vergine) sia effettuata congiuntamente tenendo conto di tutti gli esami effettuati, organolettici e fisico-chimici“.
Ma è diffusa anche l’idea che “i panel di degustazione siano infallibili“, senza alcun fondamento reale. Infatti, ripetuti studi e indagini mostrano che “sono comuni i casi in cui lo stesso campione presenta differenze nella classificazione, a seconda del panel di degustazione che lo valuta“.
Il settore ha proposto all’Amministrazione che l’operatore che introduce l’olio nei canali di vendita possa avere una vidimazione della propria responsabilità attraverso “una degustazione ufficiale effettuata sul prodotto prima del suo confezionamento, i cui risultati dovrebbero essere validi un anno legale”.
In questo lasso di tempo, “verrebbero effettuati controlli periodici per verificare l’autenticità del prodotto distribuito: che l’olio in commercio sia lo stesso che è stato analizzato ai suoi tempi“. Ciò migliorerebbe ulteriormente la qualità, se possibile, rafforzando nel contempo la certezza del diritto. “
Anche la ricerca di un accurato metodo scientifico di valutazione è prioritario.
L’Organizzazione interprofessionale dell’olio d’oliva spagnolo, il Ministero dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione e le comunità autonome, in particolare la Junta de Andalucía, hanno promosso negli ultimi sei anni progetti di ricerca e innovazione “al fine di sviluppare l’elaborazione dei dati a partire da segnali strumentali che possa fornire al panel test un plus di obiettività”. Si tratta di delineare una metodologia scientifica ed equilibrata – nota come “naso elettronico” – che integri o sostituisca quella dei test panel.
E’ inutile ricordare come questa sia una strana necessità del mondo oleario spagnolo. In Italia i panel non sono in discussione e forniscono, salvo casi eccezionali, giudizi similari. Inoltre il panel test salvaguarda le biodiversità e forse è questo che rende i produttori spagnoli così contrari al panel test.