PAC, la Commissione europea dà un ultimatum allo Stato italiano ed all’AGEA

831

La Commissione europea ha trasmesso un’ennesima lettera alla rappresentanza permanente dello Stato italiano a Bruxelles e per conoscenza ad Agea, minacciando di fare ricorso a quanto previsto all’articolo 41 del regolamento comunitario 1306/2013 in materia di riduzione e di sospensione dei trasferimenti dei fondi della PAC.

L’oggetto della contestazione è la mancata attuazione, da parte dell’Italia, del piano di azione risalente al 2018, con il quale il nostro Paese si è impegnato a realizzare il sistema di identificazione delle parcelle agricole in coerenza con i requisiti richiesti dalle autorità europee (identificazione univoca delle parcelle, misurazione chiara della superficie elegibile, segnalazione di eventuali aree ecologiche, informazioni su eventuali vincoli PAC applicabili, ecc.).

La Commissione UE ha constatato che il piano di azione non è stato realizzato secondo i tempi indicati, oltre ad evidenziare delle carenze nella fase di implementazione.

La lettera dei servizi comunitari fissa il termine perentorio del prossimo 20 gennaio, per la consegna da parte delle autorità italiane competenti di una nuova versione del piano di azione rinforzato, con un preciso cronoprogramma.

La Commissione chiede che il processo di adattamento sia completato entro la metà del prossimo mese di marzo, in modo che la gestione delle domanda PAC per il corrente anno possa svolgersi in maniera regolare.

In caso di ulteriori ritardi, scatteranno le riduzioni e sospensioni dei trasferimenti dei fondi per i pagamenti diretti e, di conseguenza, potrebbero intervenire problemi per il nostro Paese a erogare gli aiuti della PAC 2020 a favore delle imprese agricole.

Qui di seguito la lettera:

LETTERA UE AD AGEA