Per i contratti di filiera 1,2 mld

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Ci sono 1,2 miliardi di euro a disposizione dei contratti di filiera e di distretto, di cui, come ha annunciato il ministro Patuanelli nelle recenti audizioni, 350 milioni di euro saranno destinati allo scorrimento delle graduatorie del quarto bando risalente al 2016 e 850 milioni di euro di risorse fresche per la quinta tornata di bandi in preparazione ed in uscita nel corso dei primi mesi del prossimo anno.

Intanto, la Conferenza Stato-Regioni della scorsa settimana ha dato il via libera alla proposta del Mipaaf per il decreto contenente le modalità di funzionamento del regime di aiuto che presto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sarà seguito dai provvedimenti ovvero dai bandi emanati dal Ministero.

Pertanto ci saranno più inviti a presentare proposte perché è probabile che si intenda programmare questo intervento, nell’ambito del PNRR, con approcci diversi e mirati, così da aderire meglio alle diverse esigenze dei settori beneficiari: agroalimentare, foreste, pesca, acquacoltura e florovivaismo.

I contratti di filiera e di distretto sono un regime di aiuto rivolto alle imprese che realizzano progetti di investimento al fine di favorire l’integrazione di filiera, la migliore organizzazione del sistema produttivo e l’ottimizzazione delle prestazioni competitive.

La regia dell’intervento è detenuta dal Mipaaf che sottoscrive un contratto di filiera con i soggetti beneficiari degli aiuti pubblici, rappresentati da un organismo proponente che in genere è una cooperativa o un’organizzazione di produttori, un organismo interprofessionale oppure società o associazioni temporanee di imprese costituite ad hoc o, infine, una rete di imprese.

A loro volta coloro i quali partecipano all’iniziativa condividono un accordo di filiera nel quale indicano obiettivi, azioni, programma di investimenti, tempi di realizzazione, i risultati attesi, obblighi e impegni reciproci che legano i diversi soggetti partecipanti.

Gli interventi ammessi a beneficiare del sostegno pubblico sono raggruppati in quattro categorie generali: investimenti materiali e immateriali eseguiti dalle aziende agricole, investimenti per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, costi di partecipazione ai regimi di qualità e alle iniziative di tipo promozionale, progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

di Ermanno Comegna

Fonte: www.italiaoggi.it