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Il governo ha approvato, martedì, in prima lettura un decreto legislativo che trasferisce da Agea al MIPAAFT il controllo di SIN, la società che gestisce il sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) e le affida anche il coordinamento del sistema informativo medesimo, nonchè della gestione dei dati, compresi quelli che provengono da altre amministrazioni.

Compiti specifici diversi da quelli, ma che con questi si intrecciano, che fanno capo alle società che si sono aggiudicate i diversi appalti della gara Consip per la gestione del SIAN.

Con questa operazione il ministero salva l’unico strumento in grado di gestire operativamente il SIAN ma non risolve, di per sè, la necessità di un pilota in grado di condurre una macchina così complessa armonizzando le funzioni assegnate.

Sin dovrà gestire anche i dati che provengono da altre amministrazioni (regioni in primis) visto che il decreto stabilisce che tutti i dati (oltre l’80 per cento dei quali prodotto da Agea) sono titolarità del MIPAAFT se non addirittura di sua proprietà.

Fattispecie, quest’ultima, in contrasto con le norme in materia di proprietà e gestione dei dati.

Il MIPAAFT dissolve in questo modo il tentativo di integrazione e di interscambio dati tra centro e periferia sul quale si è recentemente pronunciata la Corte costituzionale che ha dato torto alla Regione Veneto sulla incostituzionalità delle norme del Decreto legislativo 74/2018 sulla riorganizzazione di Agea.

Il decreto legislativo, che deve andare al parere delle commissioni parlamentari e della conferenza stato-regioni nonchè al vaglio dell’Unione europea, stabilisce anche l’assorbimento di Agecontrol in SIN invece della sua soppressione, ipotesi entrambe previste dall’articolo 15, comma 2, lettera e della Legge delega n.154 del 2016.

Infine con lo scopo di migliorare l’efficienza della rete di rilevazione per i censimenti dell’agricoltura il decreto prevede che l’Istat e gli altri soggetti del sistema statistico nazionale possono affidare ai CAA il compito di provvedere alla relativa raccolta dei dati di base con apposite convenzioni, “anche a titolo oneroso, tra il soggetto titolare della rilevazione statistica, l’agenzia, il ministero e i CAA”.