PSR 2021 e 2022, la sfida è spendere i fondi

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Dopo il lungo e contrastato negoziato istituzionale, si è arrivati alla soluzione con il varo di un doppio provvedimentoIl primo è stato predisposto da Palazzo Chigi che ha ripartito uno stanziamento complessivo di circa 6,2 miliartdi di euro a favore delle Regioni e Provincie autonome, ai quali si aggiungono 791 milioni di euro per il Programma nazionale. In tutto sono quasi 7 miliardi di euro che alimenteranno in Italia la spesa per il secondo pilastro della Pac, nel biennio d’estensione 2021-2022.

Il secondo provvedimento è il DL 89/2021, predisposto su proposta MIPAAF, che svolge il ruolo di compensazione a favore di 5 Regioni italiane che avrebbero subito una penalizzazione a seguito dei criteri di riparto utilizzati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Questo provvedimento stanzia 92,7 milioni di euro della quota di cofinanziamento nazionale ed è servito come elemento di conciliazione e persuasione  verso le Regioni che subirebbero penalizzazioni dall’uso del metodo oggettivo anzichè quello storico.

Su questa questione ricoordiamo esserci due gruppi di pensiero tra le Regioni: uno favorevole al riparto su basi storiche (ovvero l’assegnazione ad ognuna della quota di risorse intercettate nel settennio 2014-2020) e l’altro favorevole ai parametri oggettivi (numero di aziende agricole, superficie agricola, valore della produzione etc.).

Il compromesso raggiunto è, per il 2021-2022, per la storicità, dal 2023 si andrà verso l’oggettività.

Il biennio 2021-2022 sarà un periodo effervescente, con una dotazione finanziaria disponibile superiore allo stanziamento storico standard del passato.

In media le Regioni e le Provincie autonome italiane disporranno di una dotazione del 18% superiore rispetto alla media biennale del periodo biennale 2014-2020.

Otto Regioni con incrementi superiori al 20% (ndr: Friuli V.G., Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Abruzzo,Molise) e solo tre inferiori al 15% (ndr: Umbria, Valle d’Aosta, Campania).

Quindi oggi la sfida è spendere le risorse assegnate; esse dovranno essere utilizzate rispettando la regola del disimpegno automatico triennale (N+3) ovvero lo stanziamento 2021 andrà erogato entro il 31 dicembre 2024 e quello del 2022 entro il 31 dicembre 2025.

di Ermanno Comegna

Fonte: www.informatoreagrario.it

 

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