Psr, al Sud 376 milioni del Feasr a rischio disimpegno automatico

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A fine agosto scatta lo stato di allerta per tutti i programmi delle regioni meno sviluppate, che dovranno faticare non poco per evitare il taglio del Feasr. Mentre la Basilicata è ancora in zona salvezza, la Puglia potrà solo lavorare per minimizzare l’impatto

Rete rurale nazionale ha recentemente pubblicato il “Report di avanzamento della spesa pubblica dei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020” aggiornato al 31 agosto 2019, che dà conto dell’andamento della spesa tra i programmi comunitari sulla base dei dati Agea coordinamento.

E suona la sirena di allerta per i Psr delle regioni meno sviluppate, che a quella data hanno complessivamente ancora da spendere ed a rischio disimpegno automatico del Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale entro il 31 dicembre 2019 ben 376,6 milioni di euro.

Nell’intero Mezzogiorno d’Italia ci sono tre Psr 2014-2020 che hanno già raggiunto gli obiettivi di spesa necessari all’azzeramento del rischio disimpegno del Feasr: tra le regioni meno sviluppate c’è la Calabria e tra quelle in transizione figurano la Sardegna e il Molise. Appaiono invece sempre più in difficoltà Basilicata e Puglia, con rischi disimpegno automatico a due cifre.

La spesa pubblica complessiva effettuata dalle regioni meno sviluppate dal 2015 al 31 agosto 2019 si porta così ad oltre 2.235,5 milioni rispetto ad un budget complessivo di 7.374,1 milioni, da spendere e rendicontare per intero entro il 31 dicembre 2023. E l’avanzamento della spesa pubblica delle regioni meno sviluppate si attesta così mediamente a fine agosto al 30,32%, mentre si era fermato al 29,19% al 30 giugno.

Il risultato della performance delle regioni meno sviluppate tra luglio e agosto è spiegato per il 60,15% dalla spesa di due Psr, quelli della Campania e della Calabria che contribuiscono al flusso di luglio e agosto rispettivamente con oltre 25 milioni il primo ed oltre 24,1 milioni il secondo programma. Mentre un altro 20,3% è dovuto al Psr Sicilia, che da solo ha speso 16,6 milioni nel bimestre, attestandosi al terzo posto per spesa assoluta dopo Campania e Calabria.

Di seguito i risultati della regioni, suddivise per condizioni e in ordine decrescente di budget.

Regioni meno sviluppate

Sicilia – Il Psr Sicilia si presenta con oltre 16,6 milioni di euro di spesa pubblica effettuata tra luglio e agosto, la terza maggior crescita assoluta tra le regioni meno sviluppate, e spesa media mensile a 8,3 milioni.
E al 31 agosto l’avanzamento della spesa pubblica si attesta al 30,32%, mentre il Psr Sicilia, che ha un budget di 2148,1 milioni di euro, in questo bimestre raggiunge una spesa pubblica totale di 662,3 milioni di euro.
Il più grande Psr d’Italia fino ad oggi ha speso oltre 398,7 milioni di euro della quota Feasr. E ne dovrà utilizzare altri 97,7 entro il 31 dicembre prossimo e per farlo ha bisogno di spendere complessivamente almeno 161,4 milioni, così da azzerare un rischio disimpegno automatico del Feasr, attestato al 31 agosto scorso al 7,39%.
Campania – La spesa pubblica del Psr in questa regione in valore assoluto è quella che cresce di più tra le regioni meno sviluppate: attestatasi al 31 agosto ad oltre 562,7 milioni, mette a segno un aumento assoluto di oltre 25 milioni nel bimestre luglio-agosto.
Grazie a questo sforzo l’avanzamento di spesa al 31 agosto si porta al 31,05% sul budget, forte di ben 1.812,5 milioni. Anche la Campania è attesa ad una bella maratona fino al 31 dicembre: sarà necessaria una spesa pubblica da oltre 121 milioni di euro per poter utilizzare tutti i 73,2 milioni del Feasr, che al 31 agosto risultavano a rischio disimpegno automatico per il 6,68% dell’intera quota assegnata al Psr Campania.
Puglia – Al 31 agosto in Puglia, dove il budget del Psr è ancora di 1.616,7 milioni, in attesa della ratifica degli incrementi per l’emergenza Xylella fastidiosa, Agea stima un avanzamento della spesa pubblica al 21,71% contro il 21,13% di fine giugno, pari ad una spesa pubblica complessiva da quasi 351 milioni. Il che ha comportato una spesa pubblica nel bimestre luglio-agosto di meno di 9,3 milioni di euro, dato medio mensile 4,6 milioni, in decelerazione sui 7,5 milioni di media mensile del bimestre precedente.
La Puglia, per bocca dei suoi massimi rappresentanti politici ha già gettato la spugna, e potrà solo minimizzare l’impatto che avrà il disimpegno automatico della quota Feasr, ormai non più scongiurabile. Infatti, questo Psr dovrebbe conoscere in quattro mesi una spesa pubblica da oltre 259,6 milioni di euro per centrare l’obiettivo del pieno utilizzo del fondo europeo – oltre 157 milioni – necessario ad azzerare un rischio disimpegno automatico del Feasr attestato il 31 agosto scorso al 16,05%.
Calabria – Accelera la spesa del Psr Calabria che con oltre 24,1 milioni di euro nel bimestre luglio-agosto, spesa media mensile 12,5 milioni, si riprende visibilmente sul bimestre maggio-giugno, 19,9 milioni di euro e spesa media mensile 9,45 milioni. Ma la Calabria non ha bisogno di rincorrere obiettivi quantitativi, grazie alla soglia di disimpegno automatico del Feasr già azzerata.
Qui, rispetto ad un budget complessivo del Psr attestato a 1.089,3 milioni, a fine giugno la spesa pubblica totale si attesta a oltre 485,8 milioni, pari ad un avanzamento del 44,60%. Per avanzamento, il Psr Calabria si conferma il primo tra le regioni meno sviluppate e – da aprile – anche tra tutte quelle del Mezzogiorno, superando i programmi di Molise e Sardegna.
Basilicata – Il Psr Basilicata nel bimestre luglio-agosto mette a segno spesa pubblica per oltre 7 milioni di euro, spesa media mensile oltre 3,5 milioni, dato in accelerazione sul bimestre precedente che aveva raggiunto 5,9 milioni di spesa pubblica complessiva. Con il budget del Psr Basilicata pari a 671,3 milioni di euro, la regione ora ha un gran bel da fare, perché entro il 31 dicembre prossimo andranno spesi oltre 80,4 milioni di euro, per poter rendicontare a Bruxelles l’impiego di almeno 48,6 milioni del Feasr, azzerando così un rischio disimpegno automatico attestato il 31 giugno scorso al 11,97%.

Regioni in transizione

Sardegna – Il Psr Sardegna, che ha già da tempo azzerato il rischio di disimpegno automatico del Feasr per il 2019, risulta aver speso oltre 12,9 milioni di euro nel bimestre luglio-agosto, media mensile 6,45 milioni, dato in decelerazione rispetto al bimestre maggio – giugno, quando la spesa era stata di 18,6 milioni alla media di 9,3 milioni al mese. Cifre che consentono di attestare la spesa pubblica complessiva ad oltre 541,5 milioni di euro.
La Sardegna, con un budget del Psr da 1.291,5 milioni di euro ha così raggiunto un avanzamento che si è attestato al 41,94%, quinto miglior valore tra i Psr delle regioni d’Italia, con il quale si mantiene al di sopra del Molise e si attesta subito dopo la Calabria.
Molise – Il Psr Molise nel bimestre luglio – agosto, dopo aver azzerato la soglia di disimpegno automatico, conferma il sesto posto in Italia per il miglior avanzamento della spesa pubblica, che resta attestato al 40,81%, nonostante nel bimestre luglio-agosto non sia stata documentata spesa pubblica. Nel bimestre maggio giugno questa era progredita di poco meno di 1,2 milioni, meno di 600mila euro di spesa media mensile. A fronte di un budget da 207,7 milioni, la spesa pubblica complessiva si attesta così a poco più di 84,7 milioni.