Resseliella oleisuga, il moscerino suggiscorza

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Un fitofago spesso sottovalutato che può occasionalmente causare danni anche in oliveti commerciali su piante adulte. Il suo monitoraggio e controllo sono particolarmente importanti in ambito vivaistico

La specie Resseliella oleisuga ( moscerino suggiscorza ) presenta un adulto piccolo e delicato, misura 2-3 mm di lunghezza e come tutti i cecidomiidi ha occhi composti oloptici e apparato boccale lambente succhiante. Presenta notevole dimorfismo sessuale: la femmina ha i segmenti dell’addome di colore arancione e all’estremità mostra un caratteristico ovopositore di sostituzione telescopico che quando estroflesso è lungo quanto tutto l’addome; il maschio invece ha l’addome scuro e all’estremità presenta un’armatura genitale a forma di forcipe.

I danni del moscerino suggiscorza

A prescindere dalla varietà di olivo interessata, i sintomi iniziali dell’attacco su piante adulte consistono in depressioni brunastre di porzioni della corteccia di 1-4 cm2 dovute alla nècrosi dei tessuti conseguente allo sviluppo della pseudogalleria cui danno luogo le larve gregarie plasmofaghe.

Nei casi in cui la pseudogalleria arrivi ad avvolgere l’intero rametto, questo è destinato a seccare insieme a tutta la sua parte distale.

All’infestazione fa di solito seguito, almeno in oliveti del Veneto e della Toscana, una infezione del legno da parte di funghi del genere Libertella (Xylariales Diatrypaceae) che comporta in genere nel periodo invernale la rottura della branchetta in corrispondenza dell’attacco (Frigimelica et al., 2007*).

In anni più o meno recenti il cecidomiide è stato oggetto di osservazioni di campo anche per l’impressione diffusa di una recrudescenza dei suoi attacchi soprattutto in Italia meridionale.

I maggiori problemi si verificano in vivaio

Nel complesso la dannosità della specie non costituisce in genere un grosso problema negli oliveti commerciali, ma un discorso a parte va fatto per l’impatto che la specie può avere in giovani impianti e soprattutto in ambiente vivaistico.

Infatti, qui si hanno condizioni estremamente favorevoli dal punto di vista microclimatico e dal punto di vista della disponibilità di siti idonei all’ovideposizione.

Indagini svolte alcuni anni or sono nel distretto di Pescia (Pistoia) hanno consentito di stimare che la percentuale di astoni compromessi nel loro valore economico può non di rado raggiungere e superare, nonostante i frequenti interventi fitoiatrici, il 10-15% (Bagnoli et al., 2014**).

Al riguardo, nel contesto della filiera vivaistica, le due fasi di maggiore criticità sono il taglio dei rametti basali delle piante innestate di un anno e il taglio dei rametti delle piante in vaso di 5-6 mesi.

Quando questi tagli sono praticati a poca distanza dal fusto, le larve che nascono da uova deposte in corrispondenza del cambio esposto dal taglio, possono facilmente, attraverso la loro contiguità e attività plasmofaga raggiungere l’asse principale e scollare lì la corteccia con conseguenti danni irreversibili alla stessa e al legno sottostante, nonostante il callo di cicatrizzazione una volta eliminata l’infestazione.

Strategie di controllo

Anche per il moscerino suggiscorza dell’olivo, elementi fondamentali per la sua gestione sono una corretta diagnosi dei sintomi degli attacchi e determinazione tassonomica dell’agente; un idoneo monitoraggio della popolazione; una difesa delle giovani piante e delle piante adulte basata su metodologie agronomico-colturali, atte ad evitare la formazione delle più volte citate lesioni corticali.

In vivaio sarà dunque importante:

  1. praticare operazioni di sanitizzazione;
  2. effettuare operazioni di taglio il più possibile distante dall’asse dell’astone;
  3. trattare le superfici di taglio con mastici idonei a impedire l’ovideposizione.

Articolo di Bruno Bagnoli, Università della Tuscia, Viterbo ed  Elisabetta Gargani, CREA Centro di Ricerca Difesa e Certificazione, Firenze da OlivoeOlio gennaio 2019