UE, la Commissione vorrebbe avocare all’Ufficio Brevetti Europeo il controllo delle Indicazioni geografiche

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Così nel 2020 scrive la Commissione europea: «I diritti di proprietà intellettuale (DPI), ossia brevetti, marchi, disegni e modelli, diritti d’autore e diritti connessi, indicazioni geografiche e privative per ritrovati vegetali, aiutano gli imprenditori e le società a valorizzare le loro attività immateriali. Nell’economia di oggi i prodotti e i processi industriali si basano sempre più su beni immateriali protetti da DPI; una valida gestione della proprietà intellettuale (PI) è ormai divenuta parte integrante di qualsiasi strategia commerciale di successo.

La PI è una risorsa fondamentale per poter competere a livello mondiale.

L’Europa ha bisogno di un nuovo approccio per quanto riguarda le modalità di protezione delle indicazioni geografiche (IG). Le IG sono denominazioni di prodotti che hanno un legame con l’ambiente naturale e le competenze dei produttori locali; appartengono al patrimonio culturale europeo, contribuiscono alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica dell’economia rurale e sono talvolta denominate anche “DPI rurali”. Le IG hanno un notevole valore economico nel settore agricolo.

Esiste tuttavia un potenziale non ancora sfruttato: le attuali norme in materia di protezione e applicazione potrebbero essere più precise e i ruoli degli Stati membri e della Commissione nel processo di registrazione potrebbero essere determinati meglio. Esistono inoltre diversi regimi di IG per diversi tipi di prodotti agricoli. Sulla base dei risultati della valutazione in corso, la Commissione esaminerà possibili metodi per rafforzare, modernizzare, razionalizzare e tutelare meglio le indicazioni geografiche per prodotti agricoli, alimenti, vini e bevande alcoliche.

Per migliorare il modo in cui i DPI sono protetti nell’UE, la Commissione intende:

  • sostenere una rapida introduzione del sistema brevettuale unitario, creando uno 
sportello unico per la protezione e il rispetto dei brevetti in tutta l’UE (2021); 

  • ottimizzare il sistema dei certificati protettivi complementari per renderlo più trasparente ed efficiente (primo trimestre 2022); 

  • modernizzare la legislazione dell’UE sui disegni e modelli industriali per renderla più accessibile e sostenere meglio la transizione verso l’economia digitale e verde (quarto trimestre 2021);
  • rafforzare il sistema di protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli per renderlo più efficace ed esaminare, sulla base di una valutazione d’impatto, l’opportunità di proporre un sistema dell’UE per la protezione delle indicazioni geografiche non agricole (quarto trimestre 2021);
  • valutare la legislazione sulle varietà vegetali (quarto trimestre 2022)»

E, nell’ottobre 2021, nella Relazione sul piano d’azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE, si legge:

«Il migliore sportello unico rimane il brevetto unitario associato al tribunale unificato dei brevetti. La presentazione di una singola domanda e l’ottenimento di un singolo brevetto valido in tutta Europa semplificherebbe notevolmente l’attuale procedura relativa alla domanda di brevetto, da presentare separatamente in ogni Stato membro, e ridurrebbe significativamente i costi derivanti».

oriGIn EU, Organizzazione per un network europeo delle indicazioni geografiche, ha espresso rammarico per la complessità delle procedure che potrebbero derivare dalla proposta legislativa, dato che la semplificazione del sistema è una delle sue principali priorità: “Pur rimanendo responsabile del processo decisionale sulle registrazioni, le modifiche e le cancellazioni delle IG, la UE propone di effettuare la gestione del sistema in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), senza spiegare i poteri e le responsabilità conferitegli. Questo potrebbe portare a ulteriori ritardi nel processo e alla perdita di centralità della Commissione europea“.

Infine, oriGIn EU sottolinea che la Commissione europea chiede di poter esercitare diversi poteri delegati, che scavalcherebbero i due co-legislatori dell’UE, il Parlamento europeo, e il Consiglio, per decidere, in una fase successiva, su questioni strategiche come la sostenibilità.

L’europarlamentare Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento UE, è stato nominato quale relatore della proposta di regolamento che modifica l’attuale sistema di protezione delle Indicazioni Geografiche e che la Commissione presenterà ufficialmente.

Condividiamo pienamente l’obiettivo della Commissione di rafforzare la protezione e ampliare la diffusione di questi prodotti di altissima qualità, invidiati in tutto il mondo: basti pensare che la DOP economy vale 75 miliardi di euro a livello europeo, e 17 miliardi a livello italiano, di cui quasi 10 miliardi vengono esportati sui mercati esteri. Al contrario, – afferma De Castro – siamo preoccupati da proposte che possano portare a un indebolimento del ruolo dei consorzi, o a una delega della responsabilità di analisi e valutazione dei disciplinari di produzione all’Ufficio europeo dei brevetti, che non possiede quelle competenze prettamente agricole che invece può mettere a disposizione la Direzione Generale Agricoltura della Commissione”.

Non possiamo che dirci solidali con l’on. De Castro. È indubbia la necessità di salvaguardare in maniera più autorevole ed efficace i prodotti tipici italiani, oggetto sempre più di miserevoli imitazioni, ma accreditare l’Ufficio Europeo dei Brevetti di competenze non proprie ci sembra un salto nel buio.

Riteniamo che i Consorzi, situati e radicati nel sito produttivo, siano un baluardo di genuinità, di tracciabilità e di controllo non eludibile. Invece, pensare ad una burocrazia più snella e meno costosa crediamo essere la miglior via da perseguire.

Gabriele Verderamo

Fonte: www.qualivita.it.  www.europarl.europa.eu    eur-lex.europa.eu   www.origin-gi.com