Xylella, j’accuse dell’Accademia dei Lincei

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Atto d’accusa contro i politici da parte dell’Accademia dei Lincei:”Sull’emergenza xylella la scienza è stata ignorata“.

L’Accademia dei Lincei, fondata nel 1603, è l’accademia scientifica più antica al mondo, ente pubblico non economico, ente di notevole rilievo, consulente scientifico e culturale del Presidente della Repubblica che le ha accordato l’Alto Patronato permanente.

Lo scorso 2 maggio l’Accademia ha denunciato, mediante una lettera, la disfunzione tra politica e scienza. Non solo: secondo gli Accademici esiste il forte rischio che l’epidemia possa estendersi anche ad altre piante, agrumi e vite.

La diffusione della xylella fastidiosa si poteva contrastare se fossero stati ascoltati gli scienziati che, sin dal 2013, avevano indicato il virus quale causa del disseccamento rapido dell’olivo.

La Commissione Lincea ha rilevato come la drammatica situazione abbia evidenziato “alcuni aspetti disfunzionali del rapporto tra poteri pubblici e scienza, purtroppo molto radicati in Italia”.

In Puglia “ i ricercatori italiani hanno indicato con certezza xylella quale responsabile del disseccamento rapido dell’olivo, sin dalla prima certa identificazione avvenuta nel 2013. Gli stessi ricercatori hanno invocato misure urgenti per il contenimento e l’eradicazione dell’infezione, basate sulle evidenze scientifiche ma – evidenziano i Lincei – si è scelto di non dare credito alle stesse e non dare seguito a quanto raccomandato, impedendo per anni l’attuazione delle misure necessarie a fermare l’epidemia ed accusando, addirittura, i ricercatori di corresponsabilità nella diffusione della patologia“.

Questo atteggiamento ed il derivente dannosissimo ritardo ha comportato che il numero di ulivi potenzialmente infetti in sei anni sia passato da poche centinaia di migliaia a più di venti milioni e la superficie colpita da 80 chilometri quadrati a 1800“.

A tutto questo si aggiunge, secondo i Lincei, la possibilità che l’epidemia si estenda ad altre piante, come la vite e gli agrumi.

La lettera della Commissione Lincea chiude così: ” Si auspica che questa paradigmatica vicenda aiuti in futuro a fondare le decisioni politiche su solide evidenze scientifiche, distinguendole con chiarezza dalle pseudoevidenze di parte“.