Xylella, novità e notizie

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Quanto viene pubblicato comprova che la scienza, con la ricerca, la sperimentazione e la successiva condivisione dei dati, sia l’unica e vera strada per combattere il batterio. Unitamente agli, sia pur dolorosi, interventi sul campo

Un macchinario, ideato dall’Università di Bari e dall’istituto di ricerca privato Dyrecta Lab di Conversano (Bari), promette di eliminare dal terreno, con un getto di vapore, le uova di sputacchina, l’insetto vettore del batterio Xylella che uccide gli ulivi.  Il macchinario, il cui costo varia dai 50 a 100mila euro, è in grado – secondo quanto riferito dai ricercatori – di ridurre sino al 99% le popolazioni dei vettori di Xylella fastidiosa pauca “in maniera sostenibile dal punto di vista economico e ambientale”.

Nicola Bodino, Elisa Plazio e Domenico Bosco, CNR-IPSP di Torino; Vincenzo Cavalieri, CNR-IPSP di Bari; Crescenza Dongiovanni, Giulio Fumarola e Michele Di Carolo, CRSFA di Locorotondo; Matteo Alessandro Saladini e Domenico Bosco, Università di Torino; Stefania Volani, Anna Simonetto e Gianni Gilioli, Università di Brescia e Francesco Porcelli, Università di Bari, hanno pubblicato sulla rivista ‘Nature‘ uno studio sugli emitteri, unici vettori comprovati di Xylella fastidiosa ST53, l’agente causale dell’epidemia in Puglia.

Questo lavoro, durato tre anni, fornisce una grande quantità di dati sul ciclo di vita delle sputacchine all’interno di un agroecosistema di olive, che possono essere utilizzati per progettare programmi di controllo efficaci contro questi vettori nelle aree infette e per valutare il rischio di insorgenza e diffusione di X. fastidiosa nelle aree ancor’oggi libere.

Una buona notizia è quella comunicata dall’ARIF, con una nota del 5 novembre 2019, passata per lo più sotto silenzio, che afferma non esserci  più piante da abbattere arretrate rispetto alle scadenze poste dai decreti di abbattimento.
Il monitoraggio attesta, però, che l’infezione punta sempre più verso la provincia di Matera, pur rimanendo confinata all’interno del perimetro dell’area di contenimento.
Infine, l’Istituto nazionale spagnolo di ricerca agricola e alimentare (INIA) ospiterà un forum sulla prevenzione della Xylella fastidiosa, concentrandosi in particolare sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla diffusione del patogeno.

Ricercatori di vari settori, professionisti dell’olio d’oliva e funzionari del Ministero dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione della Spagna si riuniranno il 12 dicembre a Madrid per discutere degli ultimi studi scientifici su Xylella, nonché degli attuali sforzi per contenere e sradicare il microrganismo patogeno della pianta.