Aulivello, una nuova varietà si affaccia nell’atlante mondiale degli olivi

40

Non finisce mai di sorprendere il mondo dell’olio extravergine di oliva. Quando si pensava che tutto fosse noto, soprattutto dal punto di vista agronomico, ecco che arriva la notizia. Una nuova varietà di olivo, mai classificata prima, è stata scoperta in provincia di Benevento, precisamente a Molinara. Qui, infatti, opera la cooperativa Terre di Molinara, un modello di impresa fondato sulla conduzione associata delle terre dei soci e delle rispettive coltivazioni, che ha rilevato anche oliveti abbandonati e piantagioni di proprietari impossibilitati a proseguire il lavoro di allevamento e cura delle piante.

È il presidente della cooperativa Rocco Cirocco a dare la notizia: “Molinara ha una cultivar unica! È una varietà finora mai codificata da nessuno, individuata grazie all’analisi del DNA delle foglie e confrontata con le varietà presenti nella banca dati che include oltre 2.800 genotipi di olivo provenienti da tutto il mondo. Un’operazione resa possibile grazie al lavoro in campo dell’agronomo aziendale e alle analisi dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Perugia che, nella relazione inviata all’azienda, ha potuto constatare un’identità genetica non corrispondente a nessuna cultivar presente nel database”.

Gli olivi di cui parliamo sono impollinatori, piante autosterili utili a incrociare altre piante da rendere fertili. Fino allo scorso anno si portavano al frantoio mischiate alle altre drupe raccolte in giornata. Si tratta di una sessantina di olivi da sempre presenti in quest’area situata tra le alture appenniniche nell’area di confine tra la Campania e la Puglia denominata Pezzo de lo Cantero, le cui olive venivano solitamente raccolte per essere usate nei blend e che, non avendo ben chiara l’identità della pianta, veniva chiamata Aulivello. Quest’anno per la prima volta si è deciso di lavorare queste olive da sole nel frantoio aziendale, per una piccolissima produzione di 40 litri.

Quest’ olio monovarietale, all’assaggio è risultato di grande eleganza, dal fruttato medio con note vegetali, lievi toni di foglia di pomodoro e un delicato tratto erbaceo. Al palato le sensazioni amare e piccanti risultano equilibrate, di media intensità e gode di una buona coerenza aromatica con i sentori olfattivi.

La cooperativa ha avviato la procedura per il riconoscimento della nuova varietà vegetale presso il Ministero dell’Agricoltura e, nel frattempo, sta raccogliendo più materiale possibile che riguardi la documentazione storica di questo luogo.