CIHEAM Bari, concluso il primo corso intensivo dedicato alla filiera olivicolo-olearia del Pakistan

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“Il Pakistan è molto interessato a migliorare e sviluppare la filiera olivicolo-olearia

E’ quanto è emerso dal corso di formazione conclusosi al Ciheam bari, rivolto a 24 uomini e donne pakistani delle province di Balochistan, Khyber pakhtunkhwa, Federally administered tribal areas e aree limitrofe”, afferma il Ciheam, nel precisare che “l’iniziativa si inserisce all’interno del progetto di cooperazione internazionale poverty reduction through rural development in Balochistan, Khyber pakhtunkhwa, Federally administered tribal areas and neighboring areas, commissionato da Pakistan poverty alleviation fund (PPAF), finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e dalla direzione cooperazione allo sviluppo del ministero degli esteri italiano e realizzato dalla Luiss business school in partenariato col Ciheam Bari”.

“Durante il corso di formazione sulla filiera olivicola i partecipanti hanno visitato diverse realtà produttive pugliesi, soffermandosi sulle scelte di impianto, varietà e tecniche di coltivazione; hanno testato, inoltre, la qualita’ degli oli extravergini d’oliva pugliesi”, spiega il Ciheam, nel precisare che “molto interesse hanno dimostrato non solo sulle tecniche di produzione di olio extravergine di qualità, ma anche sulle sue proprietà, caratteristiche e benefici per la salute”.

“Particolare attenzione è stata rivolta all’organizzazione di associazioni per coordinare la catena del valore e alle metodiche che consentono di sviluppare un piano di marketing per la diffusione dell’olio extravergine d’oliva locale, allo scopo di favorire la crescita di consumo dell’olio extra vergine di oliva del Pakistan”, aggiunge il Ciheam.

“L’obiettivo generale del progetto è quello di aiutare il Pakistan a ridurre la povertà e migliorare la qualità della vita fornendo conoscenze, strumenti e opportunità di networking, creando opportunità di sostentamento per le comunità e i gruppi emarginati (in particolare i giovani e le donne), migliorando i settori di sanità, istruzione, turismo e governance locale”, afferma il Ciheam, nel precisare che “le visite di studio in Italia, in particolare, rappresentano per i corsisti pakistani, esempi di modelli innovativi da adattare alle esigenze del loro paese”.