La condanna della corte Ue per la non applicazione delle misure scatena una ridda di commenti

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Si scatenano i commenti di tutte le associazioni agricole, di molti politici, nazionali e locali, sulla sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia UE per la mancata applicazione dellle misure richieste dall’Unione per combattere e/o contenere xylella fastidiosa.

Il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro: “La politica, sia locale che nazionale, ha preso troppo alla leggera la questione”.

Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale olivicola di Confagricoltura, delegato per il dossier Xylella :”Il comportamento ondivago delle istituzioni italiane ci ha portato in questa situazione e al danno si aggiungerà la beffa. Ora qualsiasi aiuto che speravamo di avere dall’Unione europea verrà meno”.

il presidente di Copagri Puglia, Tommaso Battista:” Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, anche in veste di assessore ad interim alle Risorse Agroalimentari, faccia chiarezza di fronte a una sentenza che ha accertato l’inadeguatezza della macchina organizzativa regionale per contrastare la Xylella”.

Cia-Agricoltori Italiani:” Temiamo inevitabili effetti negativi su tutto il comparto olivicolo nazionale, che rappresenta uno dei pilastri del made in Italy agroalimentare; non bisogna abbassare la guardia e occorre seguire alla lettera i protocolli scientifici senza rincorrere notizie false e teorie surreali, che tanto credito hanno avuto in questi ultimi anni».

Il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri:” La sentenza della Corte di giustizia europea dimostra quanto la disinformazione da un lato e la macchina burocratica dall’altro, giochino un ruolo fondamentale di fronte a emergenze come la Xylella».

In risposta a queste voci, di fatto univoche, la regione Puglia risponde, tramite il direttore del dipartimento Agricoltura della Regione, Gianluca Nardone:

«Dal gennaio 2016 la Regione Puglia ha condotto 3 monitoraggi sulla fascia di 30 chilometri che rappresenta la “trincea” a difesa dell’avanzata del batterio. Il quarto è appena iniziato». Il direttore fornisce i numeri dei 3 monitoraggi: «Oltre 490.000 celle ispezionate; 520.000 analisi di laboratorio; 5.731 piante trovate infette di cui 5.130 abbattute. Ne restano da abbattere, quindi, circa 600 che, secondo il piano di intervento, saranno tagliate entro i prossimi 30 giorni. Ogni monitoraggio – aggiunge – prevede la suddivisione del territorio in quadrati con lato di 100 metri nei quali procedere ad ispezione visiva e raccolta delle piante da inviare ai laboratori. È opportuno ricordare che la stagione commissariale si chiudeva con l’avvio della procedura di infrazione con cui la commissione Ue denunciava l’Italia per non aver condotto adeguato monitoraggio oltre che per tardivi abbattimenti. Nella procedura d’infrazione avviata il 10 dicembre 2015 – aggiunge – la Commissione europea imputa all’Italia/commissario la “mancata predisposizione di un programma sistematico di monitoraggio” evidenziando che solo l’1% dei quadrati/celle era stato monitorato”.

Per Nardone “il cambio di passo avviene proprio grazie alla Regione Puglia a partire dal gennaio 2016, che ha realizzato e ripetuto 3 volte un monitoraggio colossale del tutto rispettoso delle regole europee”.