Lombardia e Calabria, una scommessa sulla propria olivicoltura

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La Regione Lombardia ha pronto un piano di intervento per riqualificare e rendere operativi i frantoi pubblici del Sebino”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi.

Un primo momento di confronto per gettare le basi di una programmazione che rivaluti e potenzi il ruolo dell’olivicoltura come settore trainante dell’economia calabrese”. Così l’Assessore regionale calabrese all’Agricoltura Gianluca Gallo.

Lo scorso anno – ha continuato Rolfi – la produzione di olive in questa zona si è completamente azzerata. Per rilanciare la produzione, quest’anno la Regione Lombardia mette a disposizione dei produttori 60.000 euro per assistenza di carattere tecnico. I problemi sono molti: fitopatie, cambiamenti climatici, insetti come cascola, cimice asiatica e mosca dell’olivo. L’assistenza ai produttori sarà fornita dall’associazione interprovinciale dei produttori olivicoli Lombardi”.

Abbinare il nostro olio al territorio dei laghi – ha sottolineato – è un’opportunità anche sotto il profilo turistico. Il settore dell’olio in Lombardia è sempre più legato ai giovani, all’innovazione e a operazioni di marketing territoriale vincenti.


Aprendo una riunione a Cittadella, l’Assessore Gallo ha esordito dicendo che “l’ulivo, in Calabria, dovrebbe essere considerato una coltura sacra, quasi una cultura, avendo rappresentato, per tanto tempo, un ascensore sociale per molte famiglie calabresi. Bisogna dire che in questo settore molto è stato fatto, ma molti e molto ampi sono ancora gli spazi di crescita”.

In proposito, ha sottolineato Gallo, “non possiamo produrre quasi esclusivamente olio per consumo familiare: con i nostri oli di qualità dobbiamo iniziare a scalare le vette ed a generare ricavi importanti. Contiamo 160.000 ettari di uliveti e 40.000 ettari di agrumi, numeri importantissimi, ma ad oggi sono mancati organizzazione ed indirizzo politico”.

Nel corso dell’incontro – ha rimarcato l’Assessore – ho ascoltato esigenze e linguaggi diversi: le Op hanno evidenziato, tra le tante cose, la necessità di ristrutturare gli uliveti attuali, sostenere l’accesso al credito, pensare ad interventi mirati di promozione, valorizzare il settore dell’olio bio, privilegiare il marchio Igp”.

Fonte per la Calabria: www.teatronaturale.it

Fonte per la Lombardia: www.teatronaturale.it