Non diamo i campi agli stregoni

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Pasquale Montemurro, professore ordinario presso la facoltà di Agraria di Bari interviene, con uno scritto pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno, sull’agricoltura “biodinamica”.

Il governatore Emiliano ha affidato la task force degli scienziati impegnati nei vari progetti di ricerca per combattere la xylella a Gianluigi Cesari che, ironia della sorte, è un convinto negazionista dell’opportunità del taglio degli ulivi infetti.

Ma la cosa più assurda è che il Cesari si è permesso di proporre il sistema dell’agricoltura biodinamica proprio per eliminare ‘l’inesistente batterio‘!

Cos’è l’agricoltura biodinamica, quali i suoi fondamenti?

Il fondatore di questo pensiero (?) è Rudolf Steiner; per lui il cosmo influenza la vita della terra mediante la silice ed il calcare. Nella silice operano le forze di Saturno, Giove e Marte, che modificano in alimento le sostanze delle piante; nel calcare operano le forze della Luna, di Venere e Mercurio che condizionano la riproduzione.

Anche la posizione della Luna rispetto alle costellazioni dello Zodiaco ed altri ritmi cosmici influiscono sulle piante.

Entrando nella tecnica: la concimazione non deve aggiungere solo sostanze di cui la pianta ha bisogno, ma anche dare forze vitali che hanno lo scopo di fare assorbire dalla pianta le sostanze che provengono dal cosmo. Per questo propone di usare uno o più degli otto elementi naturali tra i quali il ‘cornoletame’. Per prepararlo occorrerà svuotare le corna delle vacche, riempirle con i loro escrementi, sotterrarle per sei mesi, trascorsi i quali l’interno del ‘cornoletame’ dovrà essere sparso sul terreno, in quantità ultraomeopatiche ovvero pochi grammi per ettaro.

Solo da quest’ esempio emerge come l’agricoltura biodinamica sia basata su presupposti non proprio scientifici ed è davvero da pazzi anche solo immaginare di affidare la gestione dell’agricoltura a tali inoggettivabili idee.

Ma la Regione Puglia ha finanziato progetti che affermano come il biodinamico ben si sposi con la Dieta mediterranea, con fondi POR Fesr 2014-2020, così motivando: ‘promuovere lo sviluppo di una rete biodinamica della qualità alimentare in Puglia’.

Non è da scienziati il rigettare queste magiche ed esoteriche stramberie ma solo da persone di buon senso!