Xylella, cosa è emerso nella 3^ Conferenza europea

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La Conferenza europea sulla Xylella fastidiosa, organizzata dall’Efsa a otto anni dal primo rilevamento ufficiale del batterio nell’Ue, ha visto la partecipazione di oltre 900 tra scienziati, operatori, agricoltori e decisori politici. I diversi ricercatori e scienziati hanno presentato l’esito dei loro diversi studi su Xylella fastidiosa. Tra gli aspetti più importanti trattati quello della resistenza al batterio, fondamentale per arrestare l’epidemia e anche per poter reimpiantare in sicurezza.

Dopo sei anni di studi sulle oltre cento cultivar esaminate non si sono avuti gli stessi risultati del Leccino. Avanza però la ricerca di base, che ha iniziato a svelare i meccanismi genetici della resistenza.

Per accelerare ci vorrebbe invece meno resistenza (sociale e politica) all’uso dell’editing del genoma, hanno detto diversi ricercatori.

È presto per dire quanto il completamento del sequenziamento del genoma del Leccino da parte del Crea e l’apertura alle nuove biotecnologie da parte dell’Ue possano essere la premessa per una svolta in questo tipo di studi, ma questa resta una delle strade più promettenti da seguire.

Sempre che alle difficoltà tecniche non si aggiungano quelle del fronte «no a tutto», un nemico, questo, altrettanto pericoloso della Xylella.

Intanto la Regione Puglia ha pubblicato la Determina con l’ “Aggiornamento delle aree delimitate alla Xylella fastidiosa sottospecie Pauca ST53”. 181_DIR_2021_00035 con ,in allegato, l’elenco dei Comuni interessati alle diverse zone ALL_2_181_DIR_2021_00035 e la pianta regionale con evidenziate le zone ALL_1_181_DIR_2021_00035 .

Ancora e finalmente, il via libera da parte del MIPAAF che ha accolto la decisione del Comitato fitosanitario nazionale in risposta alla richiesta di deroga al Regolamento comunitario da parte della Regione Puglia, con il quale si autorizza l’impianto in zona infetta di mandorlo e ciliegio, di tutti i prunus e citrus.

Lo si è ottenuto grazie alle pressioni dell’Assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia e di Donato Boscia, responsabile dell’IPSP del CNR di Bari e facente parte del pool che coadiuva lo stesso assessore.

Infine, ri ricorda che l’11 maggio è il termine ultimo per l’effettuazione delle lavorazioni agronomiche previste per la lotta. Le sanzioni previste per gli inadempienti andranno da 1.000 a 2.000 euro.