Xylella, dall’uso del Vapore Umido Bollente ottimi risultati per il controllo vettori

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Dalla relazione del Professor Francesco Porcelli (entomologo del DiSSPA dell’Università di Bari) sull’utilizzo del Vapore Umido Bollente (brevetto Dyrecta & UNIBA), dopo la prova sul campo, emerge l’efficacia del sistema per il controllo dei vettori

Per Porcelli “il controllo degli stadi giovanili è cruciale per ottenere un efficace controllo delle infezioni: l’unico risultato utile ad arrestare l’invasione del batterio. Ma, per controllare efficacemente una popolazione è necessario conoscerne la dimensione. È necessario conoscere il numero di individui contro i quali vogliamo agire perché i fattori di mortalità, agiscono in modo quantitativo: eliminando una certa percentuale della popolazione di insetti bersaglio.

In genere l’efficacia, la percentuale eliminata, è importante e spesso va ben oltre il 99%. Nel caso dei vettori, il fine è quello di lasciare un numero di (adulti) sopravvissuti tanto modesto da rendere improbabile l’incontro con un ramo di olivo infettato da Xylella fastidiosa.

Il dispositivo per il controllo degli stadi giovanili dei vettori di Xylella è pensato per integrare mezzi di controllo: 1) fisici; 2) chimici con azione fisiologica; 3) chimici con azione fisica; 4) biologici. Possono essere eseguite più azioni per lo stesso mezzo di controllo. Naturalmente il mezzo chimico con azione fisiologica (insetticida) può essere escluso dall’assortimento e sostituito con un altro formulato ammesso in BIO ovvero possono essere intensificate le altre azioni di controllo”.

“L’esperienza presso Conversano, precisa il professor Porcelli, si è svolta nei giorni 18 e 26 aprile 2018, in un oliveto semiabbandonato e inerbito popolato di grandi olivi a sesto irregolare. In questo oliveto abbiamo utilizzato il VUB (Vapore Umido Bollente) percorrendo tratti di 40-60 metri con il prototipo trainato da fuoristrada o trattore gommato. In totale abbiamo percorso circa quattrocento metri lineari anche non rettilinei e trattato una superficie di seicento metri quadri. Abbiamo tratto quattro tesi di un metro quadro divise in quattro ripartizioni e utilizzato uguali, corrispondenti, superfici ai lati dei percorsi come testimone per valutare l’efficacia dell’intervento.

Il campo trattato era molto uniforme, inerbito da mono e dicotiledoni appartenenti a diverse famiglie botaniche. La popolazione di ninfe era ormai molto bassa per il progredire della stagione e oscillante fra due e sette individui per metro quadro con una stima fra i 20.000 e i 70.000 individui per ettaro. Non abbiamo trovato piante ospiti di importanti popolazioni di Aphrophoridae”.

Per Porcelli “l’utilizzo di macchine dedicate al controllo rispondono efficacemente nel controllo degli stadi giovanili, ulteriori test dovremmo effettuarli nella prossima stagione, migliorandone le prestazioni e la tempistica intervenendo sia sugli stati giovanili che nel controllo degli adulti”.