Xylella: dopo i negazionisti, la burocrazia

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Non finisce mai l’avventura degli olivicoltori nel pianeta xylella

Si continuano a leggere ipotesi surreali da parte dei negazionisti dell’infezione ma sembrava che, finalmente, l’opinione pubblica e l’apparato degli Enti si stesse rendendo conto della gravità dell’infezione e della serietà degli scienziati impegnati sin dall’inizio nel cercare soluzioni reali e fattibili.

Tutto bene dunque? No.

E’ arrivata, ove se ne sentisse il bisogno, la burocrazia. Questa volta non degli Uffici provinciali o regionali: la Soprintendenza archeologica per le Arti ed il Paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. E cosa dice la Soprintendenza?

Ha inviato ai Comuni una lettera con la quale informa di avere archiviato le domande di espianto con procedura semplificata, “in considerazione che la tipologia degli interventi non rientra tra quelli di ‘lieve entità’ propri del decreto”.

Chi vorrà espiantare, dunque, dovrà presentare un’ istanza con procedura ordinaria, secondo l’articolo 146 del d.L. 42/04. L’espianto è di fatto comparato ad una pratica edilizia.

Questo, ovviamente e dopo mesi, prospetta ulteriori spese a carico dei già provati olivicoltori e ricordiamo che il pagamento degli indennizzi per gli espianti obbligatori già effettuati sono fermi da circa un anno.