Xylella fastidiosa, aggiornamenti di ricerca

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Domani, alle 18,30, nel Castello di Mesagne (Br), si terrà un incontro sul tema “Epidemia di Xylella fastidiosa: aggiornamenti di ricercaL’incontro è organizzato dall’Ordine dei Dottori agronomi e dei Dottori forestali e dal Collegio dei Periti agrari della provincia di Brindisi con il patrocinio del Comune di Mesagne.

Dopo i saluti istituzionali, Franco Nigro, professore ordinario di Scinze del suolo, parlerà sul tema “Disseccamento rapido dell’olivo: stato dell’arte della ricerca e prospettive“, quindi Domenico Volpe, dottore di ricerca in Agronomia mediterranea, parlerà di “Metodologie di impianti olivicoli e caratteristiche tecnico-economiche degli impianti a media densità di FS-17“.

Secondo le ultime stime delle associazioni di categoria pugliesi, nel Salento sono complessivamente 21 milioni le piante definitivamente essiccate o date per perse.

La provincia di Lecce è praticamente tutta distrutta, la provincia di Brindisi, al confine con la provincia di Lecce, la zona è pressocchè distrutta mentre per il resto del territorio provinciale si trovano zone, a macchia di leopardo, ancora integre. Questo mentre l’infezione procede spedita nelle provincie di Taranto e Bari.

Purtroppo vengono segnalati sintomi anche in altre zone abbastanza lontane, poichè il vettore del batterio, tramite vettori esterni, umani o meccanici, e con un consistente numero di piante ospiti, supera il suo limite di volo.

Non vi è alcun dubbio che la gestione pugliese del problema sia stato, ed ancora sia, il punto critico. Inizialmente sottovalutato dalle istituzioni, dal mondo degli agricoltori, dall’ambientalismo e dalle Università, l’infezione emerge nella sua gravità nel 2014.

Mentre da Bruxelles arrivano precise indicazioni di trattamenti agronomici e di abbattimenti degli alberi infetti, si crea un corto circuitoche blocca tutto: avanza il fronte negazionista, trovano terreno le svariate teorie complottiste, si propongono cure miracolose ed alternative, interviene finanche la Procura di Lecce che non solo blocca gli abbattimentio ma mette sotto inchiesta gli scienziati ed i ricercatori che si occupavano del problema. E questo viene ridicolizzato dall’intero scenario scientifico mondiale. E, per finire, il governo regionale cestina il cosiddetto “Piano Silletti” che non era altro che l’applicazione di quanto richiesto dalla UE.

Oggi vi è un dietro front da parte delle istituzioni, che recepiscono quanto richiesto dall’Europa, i negazionisti e gli ambientalisti sono scomparsi, ovviamente senza alcun mea culpa, ma le organizzazioni agricole lamentano ancora ritardi, lentezze burocratiche, insufficiernza di risorse e (ndr), in special modo, la totale assenza di un progetto, un programma per riportare l’ambiente economico e paesaggistico pugliese al suo antico splendore.

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it