InBioAIQua, un’App contro gli organismi alieni, invasivi e da quarantena

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Informare tempestivamente e qualitativamente gli operatori agricoli, sentinelle del territorio, sulle invasioni biologiche da organismi alieni, invasivi e da quarantena, trasferendo informazioni tecniche e favorendo l’integrazione con esperti di fama internazionale.

È l’obiettivo del progetto InBioAIQua, ideato da Francesco Porcelli, docente di Entomologia agraria del Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti (Disspa) dell’Università di Bari, un obiettivo che potrà essere raggiunto grazie a un’App per monitorare la presenza e l’arrivo di organismi alieni, insetti non del territorio, come il moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii) e l’aleurodide degli agrumi (Aleurocanthus spiniferus), oppure batteri o virus alieni veicolati da insetti del territorio, come il batterio Xylella fastidiosa il cui vettore è Philaenus spumarius.

Il progetto, realizzato nell’ambito del Psr Puglia 2014-2020, è stato presentato in una conferenza stampa nell’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, alla quale hanno partecipato il professor Porcelli, Maria Antonietta Porcelli di Agriplan, Filomena Picca responsabile misura 1 Psr Puglia, Luca Limongelli dell’Autorità di Gestione del Psr Puglia.

 

«Le barriere naturali che limitavano lo sviluppo della flora e della fauna entro determinate regioni sono ormai venute meno – ha introdotto Porcelli –. Così varie specie si spostano a migliaia di chilometri dal loro habitat naturale. Queste sono definite specie alloctone o aliene. Alcune di esse non sopravvivono nel nuovo habitat, altre si diffondono e si insediano fino a causare un danno all’ecosistema esistente, alle attività agricole e zootecniche. Le specie alloctone che hanno tale impatto negativo si chiamano specie invasive. Ebbene, i citizen scientists (cittadini-scienziati) potranno scattare foto che saranno esaminate da esperti entomologi da me guidati, e ricevere informazioni utili per contrastare le invasioni biologiche».

Il progetto verrà presentato in 45 Comuni pugliesi fino al prossimo 1° giugno con workshop tematici itineranti “Cosa sono, come riconoscerli, cosa fare. Uso di strumenti SW, HW, IT e lot al primo contatto con un organismo alieno, invasivo o da quarantena”.

Il primo si è svolto a Otranto (Le). Partita dal “Tacco” l’iniziativa raggiungerà, attraversando l’intera regione, il Gargano e i Monti Dauni per informare agricoltori e cittadini su come prevenire e contrastare le invasioni biologiche non “territoriali”.

«Il progetto – ha spiegato Porcelli – è disegnato per indurre nel maggior numero di persone e in più strati sociali possibili una reazione di interesse verso questi organismi alieni invasivi e da quarantena, nella speranza che dalla sorveglianza territoriale e dall’accresciuta coscienza del ruolo che ogni cittadino può e deve avere nella gestione della cosa pubblica risulti una interazione positiva. Grazie a un’informazione capillare, precisa e documentata, sarà possibile contrastare tempestivamente e concretamente le invasioni biologiche evitando i danni diretti all’agricoltura, alla silvicoltura, alla floricoltura, all’apicoltura e registrando negli agrosistemi un aumento sostenibile della produttività, della redditività e dell’efficienza delle risorse».