La xylella preoccupa la Francia

134

Martedì 10 settembre in mattina a Mentone una piccola troupe di giornalisti è venuta ad assistere a una scena senza precedenti in Francia: per la prima volta, verrà abbattuto un ulivo per impedire la diffusione del batterio killer Xylella fastidiosa. “Abbiamo ricevuto i risultati alla fine della scorsa settimana”, spiega Franck Roturier, direttore dei parchi e dei giardini del comune. “I servizi statali ci hanno avvertito che uno dei nostri ulivi era risultato positivo. In questi casi, bisogna agire rapidamente e farlo bene, soprattutto perché l’albero ha già mostrato segni di avvizzimento, stava cominciando a seccarsi”, continua Roturier.

Come da protocollo, altri due ulivi vicini al soggetto in questione, come lui senza dubbio piantati ai tempi della creazione del giardino, nel XVIII secolo, devono essere tagliati e sradicati, prima che i potatori brucino sul posto il fogliame e i rami, mentre i ceppi e il tronco sono destinati all’inceneritore in un contenitore sicuro.

Il giorno prima, Franck Roturier aveva predisposto un trattamento per eliminare il massimo delle cicaline presenti e impedirne la diffusione in questo giardino botanico che ospita una vasta collezione di agrumi.

Il ceppo individuato a Mentone, della sottospecie pauca, è lo stesso che negli ultimi anni ha devastato gli uliveti dell’Italia meridionale.

I servizi statali hanno annunciato al contempo che ad Antibes, in un condominio, un altro ulivo è risultato positivo. In questo caso si tratta di una variante chiamata “multiplex”.

Dal 2015, e con l’arrivo del batterio a Mentone, da Nizza a Fréjus, a Tolone e in Corsica, zone in cui è vietata l’esportazione di piante bersaglio, le autorità prelevano campioni dagli alberi minacciati. Nelle Alpi Marittime, famose per la coltivazione di ulivi e per la denominazione di origine protetta “oliva di Nizza”, la notizia ha l’effetto di una bomba tra i professionisti.

“La preoccupazione è immensa, come potrebbe essere altrimenti?”, afferma Jean-Philippe Frère, un olivicoltore che presiede la federazione dipartimentale dei sindacati degli agricoltori e che è anche vicepresidente della Camera dell’Agricoltura. Venerdì è prevista una riunione di emergenza con i servizi statali.

“Oggi, ci mancano i dati”, spiega Frère. “Ma ciò che è certo è che non ci accontenteremo di una risposta del tipo “abbattiamo, abbattiamo”, afferma. “Le domande sono tante. Possiamo trovare modi per combattere l’insetto? La nostra varietà locale, la taggiasca, può adattarsi al batterio?”, sottolinea l’olivicoltore.

Dopo diversi anni di difficoltà, segnati ancora questa estate da un’ondata di calore che ha fatto cadere i frutti ancora prima della raccolta in varie aziende, la Xylella fastidiosa è “il colmo finale”, secondo l’espressione di Jean-Philippe Frère, per un settore già gravemente colpito da problematiche di ogni tipo.