Leccino e FS17 sono tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa?

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Leccino e FS17 sono tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa? Teatro Naturale puntualizza sui termini da adottare, come è giusto che sia, e noi di Italia Olivicola, già attenti in proposito, siamo d’accordo con la linea scelta dal direttore Grimelli

“Da un punto di vista pratico e pragmatico, per olivicoltori e frantoiani nulla cambia. Nelle aree autorizzate possono essere piantumati sia olivi tolleranti sia resistenti.
E’ quindi ininfluente che FS17 e Leccino siano considerate tolleranti o resistenti, ai fini di una rinascita olivicola del Salento.

Per chi voglia, invece, approfondire la questione dal punto di vista intellettuale, tecnico-scientifico e normativo, ecco un breve excursus storico.

Fino al 2017, non era possibile piantumare nessuna delle specie ospiti di Xylella fastidiosa nel Salento.

Una situazione che cambia con la Decisione di Esecuzione della Commissione europea n. 2352 del 14 dicembre 2017 che afferma: “In deroga al paragrafo 1, lo Stato membro interessato può autorizzare l’impianto di piante ospiti all’interno delle zone infette elencate nell’allegato II in cui sono applicate misure di contenimento a norma dell’articolo 7, fuorché nella zona di 20 km di cui all’articolo 7, paragrafo 7, lettera c). Quando concede le autorizzazioni, lo Stato membro interessato privilegia le piante ospiti appartenenti a varietà che si sono rivelate resistenti o tolleranti all’organismo specificato.” Il Decreto ministeriale n. 4999 del 13 febbraio 2018 che recepisce e attua la suddetta Decisione, riprende all’articolo 8, quasi integralmente, il dettato comunitario.

La Decisione discende da una richiesta della stessa Commissione europea all’Efsa, Autorità di coordinamento scientifico europeo su Xylella fastidiosa, che ha affermato, nello Statement pubblicato il 19 aprile 2017: “From experimental infectivity studies and from surveys in olive orchards, converging lines of evidence indicate tolerance of the Leccino variety to ST53 infections.” e ancora “In observations conducted in a single heavily‐infected multivarietal olive orchard, the average size of X. fastidiosa subsp. pauca ST53 bacterial populations in infected plants of the olive variety FS‐17® was shown to be only about half the size of bacterial populations in infected Leccino plants grown in the same plot.”

L’Efsa ha quindi attestato, attraverso parere scientifico, l’esistenza di varietà tolleranti al batterio. Ad oggi l’Efsa non ha modificato il suddetto Statement nè emesso alcun aggiornamento sul grado di suscettibilità di FS17 e Leccino.

A seguito dell’emanazione del Decreto ministeriale n. 4999 del 13 febbraio 2018 il Servizio Fitopatologico regionale della Puglia ha chiesto al CNR di Bari di fornire una “sintesi delle diverse attività di ricerca finalizzate all’identificazione di specie immuni, tolleranti e resistenti alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca”.

Il CNR di Bari risponde con nota del 12 marzo 2018 affermando che per l’olivo dai risultati delle indagini diagnostiche e dall’attività sperimentale condotta, sono state individuate due varietà di olivo definite resistenti: ‘Leccino’ e ‘FS17’, pur precisando che non si hanno ancora a disposizione dati riferiti al lungo periodo sia in termini di tenuta della resistenza nel tempo e sia in termini di produttività. Quindi è il CNR di Bari che, per la prima volta, definisce le varietà in questione resistenti.
Il Comitato fitosanitario nazionale, composto da tecnici dei Servizi fitosanitari regionali, nella seduta del 14 marzo 2018, prende atto della nota del CNR ed esprime parere favorevole in merito al riconoscimento delle varietà ‘Leccino’ e ‘FS17’ tra le varietà resistenti alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca.

Per sintetizzare:
– l’Efsa (Autorità di coordinamento scientifico europeo) definisce che FS17 e Leccino sono tolleranti, con Statemen dell’aprile 2017,
– il CNR di Bari (Ente di ricerca italiano) invece le definisce resistenti, , con parere del marzo 2018,  pur riconoscendo che non vi sono dati riferiti al lungo periodo sia in termini di tenuta della resistenza nel tempo e sia in termini di produttività.

Ci troviamo di fronte a due diversi pareri, emessi a 11 mesi di distanza l’uno dall’altro.
La comunità scientifica, dunque, non è concorde, come d’altronde mi è stato chiaro interpellando sulla questione ricercatori e scienziati, nazionali e internazionali, in questi mesi ed anni.

Il sottoscritto e Teatro Naturale hanno scelto di appellare FS17 e Leccino come tolleranti, e non resistenti, sulla base del principio di precauzione e prudenza e sulla base del principio di gerarchia delle fonti.
Stante il fatto che la scienza non è concorde e, come evidenziato dallo stesso CNR di Bari, non vi sono dati riferiti al lungo periodo sia in termini di tenuta della resistenza nel tempo e sia in termini di produttività, il principio di precauzione e prudenza suggerisce di evitare, giornalisticamente parlando, l’utilizzo di un termine che produce un valore percepito molto elevato, rischiando di indurre in errore olivicoltori e frantoiani, oltre che l’opinione pubblica, sulle reali caratteristiche e proprietà delle due varietà, oltre che sulle garanzie che vengono offerte nel piantumare FS17 e Leccino nell’area salentina.

Il parere dell’Efsa, come Autorità di coordinamento scientifico europeo su Xylella, è indubbiamente gerarchicamente superiore a quello del CNR di Bari.
Naturalmente quando la comunità scientifica, e l’Efsa di conseguenza, avranno raggiunto un accordo su tolleranza o resistenza di FS17 e Leccino, sperando che nel frattempo vengano individuate anche altre varietà tolleranti o resistenti a Xylella, il sottoscritto e Teatro Naturale  si adegueranno alle definizioni concordemente individuate, dando evidenza dei risultati emersi”.