Mille ricercatori contro il complottismo

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“No a complottismi e a disinformazione, bisogna ascoltare la voce della scienza per evitare l’aggravarsi di danni già immensi”

Questo è il messaggio lanciato nel corso dell’incontro svoltosi ieri presso il Senato della Repubblica tra l’Associazione Luca Coscioni ed il gruppo informale SeTA (Scienze e tecnologie per l’agricoltura), che ha raccolto oltre 1100 adesioni dal mondo scientifico ed istituzionale in una petizione a tutela della comunità scientifica.

“Il contrasto del batterio tornato agli onori della cronaca in seguito all’archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell’indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati, deve essere perseguito attraverso una serie di misure di contenimento che devono prevedere, in alcuni casi, la distruzione delle piante infette”.

Così ha affermato da tempo la Comunità scientifica contro una costante e dilagante disinformazione scientifica.

Alla disinformazione costante seppur minoritaria che ha pure contagiato alcuni rappresentanti eletti, si aggiunga che, anche se costretta ad archiviare le precedenti accuse, la magistratura leccese ha reiterato alcune affermazioni prive di fondamento scientifico e da tempo smentite.

“Il caso xylella è un esempio da manuale di come l’ambiguità politica e dei mass media abbia alimentato credenze fasulle che hanno arrecato immensi danni all’agricoltura ed all’economia pugliese” così afferma Marco Cappato, leader dell’Associazione Luca Coscioni, che si dichiara al fianco del gruppo SeTA, composto da scienziati di chiara fama e che ha come suo referente il prof. Enrico Bucci (ndc: si veda l’articolo scritto dal prof. Bucci e da noi pubblicato alcuni giorni fa).

Anche il prof. Roberto Defez, membro del CNR e consigliere dell’Associazione Coscioni, aggiunge la sua voce contro la disinformazione ed a favore della ricerca scientifica, ricordando che, come i ricercatori pugliesi dicono da tempo, anche l’EFSA ha smentito quanto affermato sia dalla Procura leccese che da innumerevoli negazionisti, ovvero che il batterio xylella è datato settembre 2013 grazie al lavoro della dott.ssa Maria Saponari e che un ulivo infetto non può essere curato ma dev’essere isolato ed eradicato.

Per informazioni sulla petizione e sul gruppo SeTA, di seguito i contatti: